Talebani, Isis, Hamas, Al Qaida: il nostro terrorismo?
Talebani, Isis, Hamas, Al Qaida: il nostro terrorismo?

Talebani, Isis, Hamas, Al Qaida: il nostro terrorismo?

Il mondo sembra risolversi tutto in questo estremo concetto: Talebani, Isis, Al Qaida = terrorismo. Si è vero lo sono. Sono terroristi e neanche dell’ultima ora. Ma se usiamo il grandangolo per vedere un pachidermico inseme, ci accorgeremmo che la scacchiera ha due lati di gioco ed entrambi hanno la loro ragion di vincere e di ingannare.

Talebani, Isis, Hamas, Al Qaida: cosa li alimenta?

Il portavoce politico di Hamas ha esaltato la vittoria talebana: “Oggi i talebani sono vittoriosi dopo essere stati accusati di essere retrogradi e di terrorismo. I talebani hanno affrontato l’America e i suoi agenti e hanno rifiutato mezze soluzioni. I talebani non si sono fatti ingannare dagli slogan della democrazia e delle elezioni e dalle false promesse. Questa è una lezione per tutti i popoli oppressi”. Di quale popolo oppresso parla questo capraio sottosviluppato culturalmente? Degli stessi popolo che non hanno libertà di espressione tranne che nella Sharia? O magari di quei popoli in cui le donne sonno annientate dalla più grande bufala religiosa mai concepita: l’Islam.

Il punto di arrivo

Ma dove voglio arrivare? E’ evidente almeno da parte mia, che questa gente vive nell’anno zero. Esseri sperduti in una galassia di forzature spirituali fuori contesto e fuori tempo. Ieri, mercoledì 18 agosto 2021, un’immagine significativa ha colpito la mia attenzione. Talebani intenti a sopprimere con il terrore la volontà di un popolo, vantavano ai piedi Nike air max 270, mentre riprendevano con il loro IPhone 11, facilmente riconoscibile per la posizione delle telecamere posteriori, gli eventi che stavano creando loro stessi.

L’altra faccia della medaglia

Quindi a questo gruppo di talebani, indaffarati tra social media e fashion shoes, cosa mancava ancora? La Coca Cola in mano? Un pacchetto di Marlboro? Oppure del tabacco da masticare e poi sputare in terra come nei film sui berretti verdi della seconda, quanto più azzeccata numerazione, guerra mondiale? Combattevano e combattono un nemico che li ha creati, plasmati, nutriti e poi usati. Combattono il grande Satana indossando i suoi simboli. La questione del portavoce di Hamas indica principalmente che loro sono soltanto un lato della scacchiera. La ragione vista dal lato nero o bianco del rapporto di forza in campo. Ma cosa accade se giriamo la scacchiera?

Talebani, Isis, Hamas, Al Qaida: l’altra parte della scacchiera

Se giriamo la scacchiera e cambiamo il rapporto di forza, comprendiamo che la modalità di accostamento sociale cambia solo nei termini e nella sua rappresentazione della repressione. Mettiamo per un solo attimo, che tutta questa faccenda Covid, sia veramente quello che dicono i complottisti o chi ragiona un po’ di più. Mettiamo per un solo attimo che tutta questa faccenda del green pass, sia veramente un cerotto su una fucilata, che cosa trarremmo? Che il terrorismo non appartiene ad un riscontro o sviluppo religioso, ma essenzialmente alla necessità di veicolare le menti e i comportamenti, in un’unica direzione controllabile e razionalizzabile.

L’elemento primordiale del controllo

L’elemento primordiale del controllo sociale. E’ la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle ‘élites‘ politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. Stabilito ciò, possiamo anche definire questo modello terroristico, come il più idoneo alla struttura sociale e culturale del nostro aro Occidente, ma non diverso nell’essenza da quello talebano.

Come controllare le masse senza poter essere controllati?

Talebani, Isis, Hamas, Al Qaida ci sono riusciti con il terrore delle armi e della religione legata ad una legge che influenza la stessa religione e la società. Noi invece? In un modo molto più elegante: l’omicidio di massa controllato.

  • Distrazione di massa – Questa impedisce al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali: in ambito scientifico; economico; psicologico; neurobiologico e cibernetico. In sintesi è la strategia del mantenimento dell’attenzione pubblica su temi di nessuna reale importanza sociale. In questo modo le persone sono mantenute occupate, senza avere tempo per pensare con consapevolezza (coscienza) ai reali problemi della società.
  • Creare problemi e poi, fornire soluzioni – In questo modo si creano problemi che altrimenti non esisterebbero con la dovuta attenzione, oppure si amplificano quelli già in parte esistenti per far si che il popolo chieda alla politica e alle autorità competenti, soluzioni per far fronte al problema manifestato. Ad esempio, si possono creare problemi riguardo la discriminazione etnica per ricevere la richiesta da parte del popolo di un’attenzione da parte delle istituzioni a tale disagio sociale, per cavalcare poi, una strategia politica sociale da attuare per accaparrare consensi elettorali.

Manipolare un po’ alla volta

  • La strategia della gradualità – “Distillare” o forse è meglio dire “diluire” nel tempo cambiamenti (in peggio) che manifestati tutti in una volta ai cittadini creerebbero una rivolta popolare istantanea. Diluire nel tempo cambiamenti socio-economici negativi, mette la popolazione, già frastornata e distratta da altre manipolazioni studiate ad “hoc”, di accettare di buon grado i cambiamenti stessi. L’esempio ce lo abbiamo dalla condizione sociale ed economica che viviamo: mancanza di lavoro; redditi al di sotto della soglia salariale di sopravvivenza; sempre meno nascite a discapito di una popolazione sempre più vecchia; crescita del PIL vicino allo zero; crisi delle attività economico produttive, tutte condizioni, queste, cui siamo arrivati a distanza di 20/30 anni.
  • La strategia del differire – Procrastinare, si sa, è lo “sport” più in voga per molte persone. Perché fare una cosa oggi se posso farlo domani? Questa riflessione che in tanti si ripetono è alla base della quarta strategia di Chomsky. Infatti, secondo lo studioso, per far accettare una soluzione “dolorosa” alla società, si preparano le persone dicendogli che per star bene in futuro, prossimamente, potrebbe darsi che tutti (si usa il condizionale per lasciare intendere che non è scontato mentre invece lo sarà) dovranno fare dei sacrifici (in realtà questi sacrifici riguarderanno poi, solo il ceto medio e medio basso). In questo modo si procrastina un fatto negativo sapendo che, comunque, si avvererà.

Questo lo fanno anche i Talebani, Isis, Hamas, Al Qaida

  • Rivolgersi al pubblico come ai bambini – Quando si vuole ingannare il pubblico a cui ci si sta rivolgendo, se si parla come se lo stessimo facendo rivolgendoci a dei bambini, le persone che ascoltano o osservano una qualsiasi comunicazione visiva, lo faranno abbassando la soglia critica. Abbassare la soglia critica dell’uditorio è fondamentale per chi, ingannando, vuole veicolare messaggi a suo vantaggio.
  • Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione – Un discorso logico, razionale, tecnico, nella maggior parte dei casi, coinvolge molto meno di un discorso, privo di contenuto ma, fondato sull’aspetto relazionale ed emotivo. Saper condurre un messaggio emotivo, permette alla fonte del messaggio stesso, di aprirsi le porte dell’inconscio nel suo uditore, al quale può “somministrare” a sua insaputa perché al di fuori della soglia di coscienza, qualsiasi idea, paura, gioia ed ogni altro stato emotivo, così come determinare un comportamento.
  • Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità – Un altro aspetto che determina la manipolazione delle masse è mantenere la popolazione distante dalla conoscenza, evitare alle persone di comprendere e conoscere l’utilizzo di tecnologie e metodi utilizzati da chi vuole esercitare il potere (manipolazione) su di loro per controllarle e renderle schiave.

Accentuare la mediocrità

  • Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità – Un esempio potrebbe essere quello di osservare cosa accade nei “social-web“. In molti sono spinti a fare cose anche assurde e al di fuori di ogni sensata ragione, purché possano ottenere milioni di Like (Mi Piace). La spinta a questa pratica, viene guarda caso, proprio dal web-marketing. Pensato da molte aziende che, sono pronte a pagare milioni di euro per farsi sponsorizzare da chicchessia, purché abbia un buon seguito di pubblico nel web. E non importa come questo seguito venga ottenuto.
  • Rafforzare l’auto consapevolezza – Questo aspetto tende a responsabilizzare le persone riguardo i propri fallimenti che le stesse vivono nella società. Quindi, il “sistema di potere”, promuove la mediocrità come modello che la persona può attuare per ottenere risultati eccelsi. Soprattutto dal un punto di vista della notorietà, nonché economici. Rafforzare questa auto consapevolezza, colloca le persone sempre più in basso, con effetti negativi sulla propri autostima, limitandone ogni possibile reazione di ribellione.
  • Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano –  Fin dagli anni ’50 il “sistema di potere”, tende a studiare e mettere in pratica, conoscenze acquisite tramite la biologia, neurobiologia, psicologia applicata, per assumere il controllo delle masse. Ne consegue che, nel tempo si è sempre più sviluppato un sistema che crea un grande divario tra le conoscenze di chi ha le redini in mano della comunicazione manipolatoria, e il pubblico che la subisce. Ciò determina una maggiore conoscenza da parte del “sistema di potere” nei confronti delle masse, sia da un punto di vista del modo di pensare collettivo (stiamo generalizzando ma, chi esercita il potere sugli altri non si cura del singolo, bensì di un insieme di persone) che del modo di agire, individuando in particolare i loro stati emotivi che li spingono a fare o non fare una determinata scelta in qualsiasi direzione e contesto.

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