InNATO senso di responsabilità: il vertice dei ministri ed il disastro di Kabul
InNATO senso di responsabilità: il vertice dei ministri ed il disastro di Kabul

InNATO senso di responsabilità: il vertice dei ministri ed il disastro di Kabul

La presunzione delle Nazioni Unite e l’inNATO senso di responsabilità, adesso pretende di intervenire sullo stesso disastro creato dal pensiero collettivo dei poteri mondiali. Si dovrà infatti, discutere un vertice dei ministri degli Esteri Nato su quanto sta accadendo a Kabul.

InNATO senso di responsabilità: ma non era già tutto scritto?

Si tratta dell’ennesimo colpo di follia umano. Un colpo dato a man bassa all’Afghanistan che di fatto, aveva un destino scritto e riscritto dopo il ritiro delle truppe dal territorio. L’instaurazione di un governo talebano preoccupava tutti, o forse no? Ebbene dopo l’ennesima stupidata, anzi è di gran lunga meglio dire cazzata, fatta dai grandi vertici, adesso si discute il possibile futuro del paese. Pare proprio di giocare al monopoli. Come un accaparramento di coscienze, entra in gioco la NATO. La situazione intanto, si scalda a Kabul ed iniziano i primi raid. Essi intenti a scovare coloro che hanno collaborato con le organizzazioni internazionali. Continuano anche le fughe disperate in cerca di una scappatoia: circa 10 mila anime cercano un volo per scappare da una situazione che degenera di giorno in giorno.

La paura della speranza e la scellerata presa di posizione americana

La folla che ha cercato di accalcarsi e accostarsi ad una speranza di fuga, pare sia stata dispersa da lacrimogeni utilizzati dai militari. Finisce nel mirino talebano pure un giornalista del quotidiano “Deutsche Welle”. Nasce così la vendetta di uccidere un parente per non avere scovato il professionista in questione. Dall’altra sponda, troviamo la presunzione americana della grandezza di stato. Quante volte nella storia abbiamo compreso che l’America alludesse alla propria grandezza e dovesse a tutti i costi prostrarsi e mostrarsi al resto del mondo? Ebbene, è necessario dire che agli americani la guerra piace e anche molto. Dopo il ritiro delle truppe, non aspettavano altro che effettuare raid aerei sugli arsenali dei talebani? Perché sarebbe proprio questa l’intenzione da valutare secondo il “grande Stato”.


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L’urlo silente e straziante dei genitori

Mentre tutto scorre sull’inevitabile, sono i genitori di bambini che avrebbero diritto ad un futuro, ad accogliere i miei occhi lacrimosi di speranza e pieni di rabbia. Tutti che cercano disperatamente un posto, un volo, una salvezza per i propri figli. Figli di DIO anch’essi, che avrebbero diritto a tutto ciò che di più spensierato e gioioso esiste al mondo. Coloro che dovrebbero imparare il dolore il più tardi possibile e, l’amore prima di tutto. Ma non c’è spazio per il pensiero fatiscente del dolore che provo nei loro volti, nelle loro anime. Tutti volevano questa guerra, tutti ambivano alla sofferenza degli altri, ma nessuno è davvero in grado di percepirla.

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