Zaki ancora in carcere e l’Italia tace
Zaki ancora in carcere e l’Italia tace

Zaki ancora in carcere e l’Italia tace

Patrick Zaki è ancora nelle galere egiziane e a quanto pare l’italia tace. Ma non c’è nulla di strano tranquilli, si tratta della perfidia che uno Stato applica quando di mezzo ci sono milioni e milioni di commissioni in armi. Del resto, ai molti sembrerà strano, ma l’Italia è uno dei più importanti mercanti di armi al mondo, e secondo voi si gioca delle commissioni litigando con l’Egitto, per chiedere la liberazione di Zaki? Semmai questa cosa fosse mai avvenuta è stato sicuramente per teatro. Ragion di Stato signori, così si chiama l’infamia di una Nazione verso i suoi cittadini.

Zaki ha speranze di uscire?

La cosa si complica. La protesta dovrebbe venire dalla Farnesina, ma in questi giorni il nostro ministro degli esteri sembra impegnato, troppo impegnato con i Talebani. Cosa c’è ministro, vuole diventare musulmano? A quanto riferito da Amnesty International e confermato gentilmente dagli egiziani, la custodia cautelare per Patrick Zaki è stata rinnovata. Quello che ancora non è chiaro è la durata della custodia.

La parola ad Amnesty

Amnesty International è sempre in prima linea su queste situazioni. Alcune volte in modo bizzarro e altre in modo estremamente veritiero. Dal suo portavoce, Riccardo Noury, si alza una voce isolata ma importante. “Pare sempre più chiaro che la magistratura egiziana vuole tenere Patrick in carcere fino al massimo possibile col rischio che vada a processo o che la detenzione si protragga ulteriormente per nuovi inventati capi d’accusa. Chiedo al governo italiano di protestare formalmente con l’Egitto. Chiedo ai parlamentari che hanno votato, alla Camera e al Senato, per la cittadinanza italiana a Zaki di farsi sentire e di chiedere al governo che appoggiano, di cambiare la fallimentare strategia sin qui portata avanti nei confronti dell’Egitto“. Bellissimo l’impegno di Noury, appassionato direi. Il poblema è che i parlamentari italiani sono impegnati con altre situazioni molto più remunerative. Le lobby dei Gay per esempio, per l’approvazinoe del Ddl Zan o di quello che rimane dell’originale, ma di questo parleremo in altra sede. O forse i nostri parlamentari sono troppo impegnati a capire come incatenare gli italiani al Covid, spartendosi un po’ di quei bei soldoni europei. Comunque Zaki rimane in galera, perchè se dopo 22 anni Chico Forti è ancora incarcerato in America, ti sembra che Zaki se la possa cavar con così poco.

Un commento

  1. Pingback:Gli italiani fatti prigionieri dagli arabi e il Governo tace - Il Grillo Quotidiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.