Il ricco, il povero, il buono ed il cattivo: la presa di posizione di un mondo che non si desta dal suo sonno
Il ricco, il povero, il buono ed il cattivo: la presa di posizione di un mondo che non si desta dal suo sonno

Il ricco, il povero, il buono ed il cattivo: la presa di posizione di un mondo che non si desta dal suo sonno

Ci indigniamo nel vedere pubblicità di aiuti umanitari. Di bambini che muoiono di fame di fronte a ciò che noi abbiamo. Ma il ricco, il povero, il buono ed il cattivo, non sussistono l’uno senza l’altro. Le concezioni non sono opinabili, un concetto deve necessariamente racchiudere l’altro.

Il ricco, il povero, il buono ed il cattivo nell’occhio del ciclone mondiale?

Parliamoci chiaro, viviamo in un mondo fatto di indignazione che si traduce in perbenismo, bigottismo e umanità inanimata da sentimenti privi di senno e senso. Ma di cosa sto parlando? Esattamente e con concezione primaria, avreste mai concepito che colore fosse il bianco, se non foste a conoscenza del significato del nero? No. Ecco spiegato in terminologie semplicistiche e comprensibili quanto arrivabili a tutti, così è come il mondo tiene in piedi se stesso. Sto parlando del motore mondiale della concezione della ricchezza in primis che, non avrebbe senso di esistere o coesistere con se stessa, se non ci fosse la povertà. Di fatto non avremmo un termine di paragone. Come quello fatto poc’anzi sul colore ed il suo contrario.

Il male del mondo occidentale è in realtà la propria ricchezza

Ed ecco che, com un girasole che turnica alla ricerca di un qualcosa, così siamo noi. Ci affanniamo a cercare spiegazioni che, ebbene, abbiamo chiare davanti ai nostri occhi. Ma non ci piacciono. Eh no, il concetto di credere che la ricchezza potrebbe essere suddivisa in parti uguali nel mondo non ci piace. E questo potrebbe essere un punto opinabile per tutti. Soprattutto se seguiamo la linea di pensiero che ho usato qua sopra: sussistenza ed annientamento. Adesso pongo una domanda semplice. Quanti di voi sarebbero disposti a togliersi qualcosa per equiparare o avvicinare le distanze del mondo? Io credo fortemente che quasi nessuno sarebbe ben disposto a farlo.


L’urlo di Haiti si alza oltre ogni indifferenza


La bilancia che regola i pesi della Terra

Tra il bene ed il male, il ricco ed il povero, esiste una bilancia invisibile che tenta di equiparare distanze irraggiungibili. Non prendiamoci in giro. Siamo tutti bigotti figli del tempo stesso. Ci prostriamo di fronte a tragedie, ma pensiamo che “fortunatamente non è successo a noi”. Ci disperiamo fronteggiando la fame nel mondo, ma viaggiamo su una bella auto, abbiamo un telefono costoso ed una bella casa: fresca d’estate e calda d’inverno. Di che cosa vogliamo parlare esattamente noi? Noi che discutiamo di povertà, ma non ci manca mai né la colazione né i pasti principali. Viviamo di un vittimismo capace di far pena a se stesso, ma pretendiamo spendere una parola di conforto con coloro che sono inferiori a noi. Mentre, coloro che possiedono di più, vengono schifati come fossero peste. Magari non pensando che l’ottenimento della propria ricchezza è frutto di impegno e dedizione. Eh no. Il mondo non potrà mai sussistere senza il proprio contrario. Il fatto primario sta nel posto in cui hai la fortuna di nascere.

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