L’impossibile e il possibile: la linea sottile in cui Bebe Vio scardina il preconcetto
L’impossibile e il possibile: la linea sottile in cui Bebe Vio scardina il preconcetto

L’impossibile e il possibile: la linea sottile in cui Bebe Vio scardina il preconcetto

Ancora una volta protagonista di se stessa: l’impossibile e il possibile si fondono in un unico grido: medaglia d’oro nel fioretto per l’italiana Bebe Vio. Un simbolo di passione, volontà all’ennesima potenza e gratitudine.

Bebe Vio: l’impossibile e il possibile umano?

Si mostra di nuovo la protagonista di un mondo che da lei, ha solo da imparare molto. Perché se già l’atletica di per sé è un grandissimo sforzo, aumenta del proprio significato proprio nelle paralimpiadi. Bebe è una forza nella natura che ha dovuto imparare a “farsi da sola” nella vita. Eh già, perché sebbene tutte le persone ti possano stare vicino, a fronteggiare un atto di tale coraggio, alla fine, resta il singolo individuo. E lei, ce lo ha dimostrato con i denti che il concetto di impossibile, diviene possibile. A seconda dell’angolazione in cui si guarda la prospettiva, tutto cambia. E la nostra medaglia d’oro nel fioretto, ha tramutato l’opinione comune del “non si può fare” con un altro concetto: “ce la farò di nuovo”.

Tokyo 2020: un remake di Rio 2016

Anche a Rio 2016, Bebè, si trovava sul più alto podio. Ancora più vicina nel poter guardare le stelle dall’alto e gridare fortemente: “ ce l’ho fatta!”. La luce negli occhi di un atleta che nasce con più freni di noi, ma che li abbatte uno dopo l’altro. Una giovane donna da ammirare sotto ogni aspetto, non solo quello sportivo. Sul profilo Instagram della ragazza, compare un suo post. Esso esprime, di fatto, la sua tenacia che spunta anche dalle parole, utilizzate ad hoc per l’occasione. “Se sembra impossibile, allora si può fare… 2 volte!” L’impossibile e il possibile diviene un grido al cielo a precludere che la propria presenza è rimarcata di nuovo nel mondo. Sotto gli occhi attoniti e sbalorditi, ma anche fieri e lacrimosi di coloro che in lei vedono un esempio da seguire.


sorteggio lieve alla Roma, gironi Conference League


L’esempio, la volontà e la vittoria

Come detto poco sopra, Bebe Vio, si mostra quasi profetica agli occhi di coloro che si stanno per arrendere o si sono già arresi alle difficoltà del proprio corpo. L’atleta è di fatto un esempio carne ed ossa della volontà umana di stabilirsi un limite e di superarlo con tutta la grinta del mondo. Non ne andiamo solo fieri da italiani, patriottici e sportivi. Noi andiamo fieri ed orgogliosi di Bebe, in primis, per la straordinaria capacità di sorridere delle proprie sconfitte e piangere delle proprie vittorie. Grazie Bebe, perché anche oggi, hai insegnato qualcosa a tutti noi: il limite è solo nella nostra testa.

Un commento

  1. Pingback:Il quesito: ma siete razzisti o vi mettono a disagio? - Il Grillo Quotidiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.