Pensione: a 56 sei anni si va a casa
Pensione: a 56 sei anni si va a casa

Pensione: a 56 sei anni si va a casa

Draghi dice si, in pensione a 56 anni. Secondo il premier la cosa si può fare, e se lo dice lui che di calcoli se ne intende allora stiamo buoni e sentiamo come. Governo e sindacati si sono incontrati per definire il quadro della situazione.

Ma in realta cosa si intende per pensione a 56 anni?

Bisogna fidarsi dei sindacalisti o del Governo? I sindacati premono affinché si passi ad una Quota 41 (incentrato soltanto sull’accumulo di 41 anni di contributi). Secondo loro è la misura più idonea per sostituire Quota 100. Dal confronto è emerso uno scenario particolare. Mario Draghi, si basa su Intenzioni che seguono una strada diversa da chi vuole una misura alternativa a Quota 100. Il Premier spinge verso formule pensionistiche anticipate, che assicurerebbero a specifiche categorie di lavoratori un’uscita dal mondo del lavoro al compimento di un’età che va dai 56 ai 66 anni. Draghi quindi, vorrebbe riconfermare le formule che prevedono l’uscita anticipata dal lavoro all’età di 56 per i titolari della Legge 104, oltre alla chance per i caregiver di poter accedere alla pensione all’età di 57 anni, a partire dal 2022. Il rinnovo interessaerà anche Quota 41 riservata ai lavoratori precoci, oltre ad altre formule di pensione anticipata indirizzate sia a uomini che a donne che soddisfano il requisito di un’età contributiva di 42 anni e 10 mesi per i primi e 41 anni e 10 mesi per le seconde.

Draghi non dimentica le donne

In questo scenario, le donne lavoratrici potranno uscire dal mondo del lavoro con Opzione Donna. La formula diventerà parte strutturale ed integrale del sistema pensionistico dal nuovo anno. Questa formula non ha la necessità di attendere un suo rinnovo per usufruirne, come avvenuto nel corso di questi anni.

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