Birmania: la chiamata alla rivolta nazionale costa 15 morti
Birmania: la chiamata alla rivolta nazionale costa 15 morti

Birmania: la chiamata alla rivolta nazionale costa 15 morti

In Birmania non c’è tregua. L’umanità ha definitivamente lasciato il posto alla codardia, all’ingiustizia internazionale, visto che il mondo non sembra occuparsi di una nazione bagnata continuamente dal sangue.

Birmania: un indifferente lago di sangue?

Non interessa a nessuno quello che sta accadendo. Ci limitamo a trafiletti sui quotidiani e una lacrimuccia di tanto in tanto. Non ci sono interventi veri, non ci sono ritorsioni contro i militari, ma non ditemi che tutto va bene così? 15 abitanti di un villaggio, tra cui diversi adolescenti, sono stati uccisi in combattimenti. Le truppe della resistenza birmana non riescono a fronteggiare le truppe governative, ovviamente ben appoggiate e attrezzate. Più specificatamente si tratta di combattimenti, in villaggi vicini alla cittadina di Gangaw, nella regione nord-occidentale di Magway. Da giovedì 9 settembre, un vero fiume di sangue si sta abbattendo sulla regione. Due giorni dopo che il governo di unità nazionale, un’organizzazione di opposizione che cerca di coordinare la resistenza al governo militare, ha lanciato un appello alla rivolta nazionale.

Ma non riusciamo a puntare un faro medatico?

I combattimenti sono scoppiati quando più di 100 soldati sono arrivati ​​su quattro veicoli militari per proteggere l’area a Myin Thar e in altri cinque villaggi vicini. Non c’è stata la possibilità di evitare lo scontro. Molti giornali indipendenti hanno visto i loro reporter imprigionati. Dovremmo veramente puntare un faro su questa nazione. a conti fatti, moltissimi bambini stanno morendo perchè coinvolti involontariamente nei combattimenti. Forse è ora che le Nazioni Unite prendano una posizione decisa su questa faccenda.

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