Mark Knopfler: il tocco suadente dell’anima
Mark Knopfler: il tocco suadente dell’anima

Mark Knopfler: il tocco suadente dell’anima

Venticinque anni da solista: sono una vita, e Mark Knopfler li celebra con un cofanetto da sogno. Mentre molti ex compagni di avventura sperano ancora in una improbabile reunion dei Dire Straits, Knopfler continua per la sua strada, normalmente fatta da tocchi magnifici. In questo articolo ho intenzione di tediarvi, quindi mettetevi comodi che vi farò ascoltare grandi brani.

Mark Knopfler: un vero single malt?

Per me si, il vero scotch whisky è single malt e il resto ottimi guazzabugli. Mark è come un single malt invecchiato trent’anni, non smette di stupirti. Anche se un album non dovesse essere all’altezza dei grandi strepitosi successi, dentro ci trovi comunque qualcosa di unico. Ma andiamo per ordine, cosa ci ha preparato Mark per il ventricinquesimo da solista? Per celebrare il 25° anniversario del debutto solista del 1996, il 1° ottobre 2021 sarà pubblicato Mark Knopfler – The Studio Albums 1996-2007. Il cofanetto, disponibile sia in versione da 11 LP sia in versione da 6 CD, contiene i primi cinque album in studio di Mark Knopfler come artista solista: Golden Heart (1996), Sailing To Philadelphia (2000), The Ragpicker’s Dream (2002), Shangri-La (2004) e Kill To Get Crimson (2007), oltre ad un bonus disc esclusivo di B-side in studio di quel periodo, dal titolo Gravy Train: The B-Sides 1996-2007. Per la prima volta Golden Heart, Sailing To Philadelphia e Gravy Train: The B-Sides 1996-2007 saranno pubblicati su vinile. Mica male!

Mark un tocco suadente

Dopo una lunga attesa, dopo la separazione con i Dire Straits, nessuno si aspettava un album come Golden Heart. Personalmente non credo sia uno dei migiori da solista, ma la dichiarazione è netta: “I Dire Straits sono stati, ora c’è un Knopfler diverso“. E infatti lo stile di Mark diventa più intimo, ma non come con i Dire Straits. Mark è alla ricerca delle radici, spesso della sua terra: la scozia è per questo, che invece di farvi ascoltare l’ovvio singolo, prefersco passare qualcosa di più vero di quel Knopfler.

Il tocco di Mark ha una caratteristica che spesso chiamo: il miagolio dell’anima. E’ capace di seppellirti con una sola nota. Con la vecchiaia galoppante e tanti doloro articolari, ma soprattutto spesso alla ricerca di piccole innovazioni chiatarristiche che non ritengo sue, sentire quei miagolii è come esser colpiti da una goccia d’oro. Knopfler è indubbiamente uno dei dieci dei della chitarra Country-Blues.

Navigare dentro le note

L’album successimo non è un album usuale per Mark Knopfler. Questa volta si fa un bel viaggio U.S.A. e non da solo. Infatti, nei suoi brani intrisi di America, troviamo personaggi fantastici:

  • James Taylor – chitarra e voce
  • Van Morrison – voce
  • Danny Cummings – percussioni
  • Paul Franklin – pedal steel guitar
  • Mike Henderson – mandolino
  • Jim Hoke – armonica a bocca
  • Jim Horn, Harvey Thompson – sassofono
  • Mike Haynes – corno
  • Aubrey Hainie – violino
  • Wayne Jackson – tromba
  • Frank Ricotti – marimba
  • Robert Bailey, Tim Davis, Chris Difford, Louis Nunley, David Rawlings, Chris Rodriguez, Duan Starling, Glenn Tillbrook, Gillian Welch, Chris Willis – cori. Questi sono gli ospiti di questo album. Etereo in alcuni momenti. sporco della polvere del deserto o segnato dalla meravigliosa linea Mason-Dixon

Mark Knopfler: The Ragpicker’s Dream

Forse il mio album solista preferito. Tanta Scozia in questo album. L’intenzione cambia, addirittura con dei walz struggenti. Mark in questo è maestro, più abbassa i toni, e più l’enfasi diventa alta, in questo album abbiamo il singolo Why Aye Man, un’espressione idiomatica del tipo: Si certo tutto ok. Tutti i racconti di Mark sono incentrati nel territorio dove è nato e cresciuto: la regione del fiume Tyne. Racconti di uomini costretti ad abbandonare la scozia per cercare lavoro in Germania. Un album capace di farti uscire qualche lacrima.

Il suo Shangri-La

Forse a Mark l’immagine di quest’album è venuta alla stessa maniera con cui è venuta a James Hilton. Nel romanzo, Hilton parla di un luogo racchiuso nell’estremità occidentale dell’Himalaya nel quale si vedono meravigliosi paesaggi, e dove il tempo si è quasi fermato, in un ambiente di pace e tranquillità. In questo album i toni sono sommessi, spesso amari, come per 5.15 A.M. o Sucker row. Ma in questo album c’è un gioiello assoluto, il racconto dedicato al grande pugile Sonny Liston. Come disse il pugile: “Quando mi ritirerò, scriverò un blues per i pugili. Avrà una chitarra lenta, una tromba e la campananella d’inizio ripresa“. Questo era il sogno irrealizzato di Sonny Liston, Ma Knopfler lo ha accontentato.

Mark e Kill To Get Crimson

Con questo album Mark si immerge totalmente nella sua Scozia. Ci sono alcuni brani struggenti come Madame Geneva’s, una ballata medioevale stupenda. L’album non contiene dei brani immensi, ma ha un livello di classe altissimo.

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