Tunisia: si chiede un cambiamento del sistema politico
Tunisia: si chiede un cambiamento del sistema politico

Tunisia: si chiede un cambiamento del sistema politico

Il potente sindacato tunisino, l’UGTT ha chiesto le elezioni per formare un nuovo parlamento per discutere il cambiamento del sistema politico. Un rifiuto del presidente per farlo direttamente tramite un referendum.

La Tunisia si appresta ad un ambiamento del sistema politico?

Il presidente Kais Saied ha citando una clausola di emergenza costituzionale, per licenziare il primo ministro e sospendere il parlamento. Mosse che i suoi critici politici chiamano colpo di stato. Ha spinto la Tunisia nella sua più grande crisi politica dalla rivoluzione del 2011 che ha spodestato un regime autocratico e introdotto la democrazia. Il quotidiano Achaab dell’UGTT ha dichiarato: “Il segretario generale del sindacato ha chiesto elezioni legislative anticipate. Le elezini mirano a creare un nuovo parlamento, poi si discuterà la costituzione e si cambierà il sistema politico”. Questa settimana uno dei consiglieri di Saied, Walid Hajjem, ha dichiarato alla Reuters, che il presidente ha intenzione di sospendere la costituzione del 2014. Ha promesso lui stesso di costruire una nuova versione tramite referendum.

Non è un colpo di Stato

Nonostante l’estensione indefinita delle misure di emergenza, Saied ha respinto le accuse di colpo di Stato. Quasi sette settimane dopo il suo intervento, non ha nominato ancora un nuovo primo ministro né ha dichiarato formalmente come intende governare. L’UGTT, che conta più di un milione di membri è una delle forze politiche più potenti in Tunisia. Forza che è stata determinante nel riunire i blocchi politici rivali dopo la rivoluzione del 2011. I partiti politici, inclusi alcuni che hanno espresso sostegno all’intervento di Saied del 25 luglio, hanno respinto l’idea di sospendere la costituzione e di offrirne unilateralmente una nuova. Le democrazie occidentali, che negli ultimi anni sono state importanti donatori per le malandate finanze pubbliche tunisine, hanno anche spinto Saied a nominare rapidamente un primo ministro e a tracciare una strada da percorrere.

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