É la Roma: va sotto, gioca, realizza e incanta
É la Roma: va sotto, gioca, realizza e incanta

É la Roma: va sotto, gioca, realizza e incanta

É la Roma di Mourinho: gioco e vittorie che sanno stupire. Muo in panchina con l’aria truce, di quello che vorrebbe seppellire tutti con una sola pallottola magica perchè è della maggica che si tratta, e con lui al comando tutto diventa possibile.

É la Roma che comanda?

Sembrerebbe proprio di si! La sensazione che da è che in qualsiasi caso la partita la può risolvere lei. Attenzione! I grandi match devono ancora venire e le grandi prove di carattere ancora da dimostrare ma, ieri andando sotto in coppa, ci saremmo anche potuti aspettare un rilassamento mentale. Sopattutto dopo la prestazione con il Sassuolo, Maschia direi. Invece questa squadra sembra avere delle cartucce caricate con polvere da sparo truccata. Quello che non ti aspetti arriva all’improvviso e sembra venire da alcuni giocatori, come Pellegrini, spesso additati di superficialità. “A Pellegrì nun sai le parolaccie che t’ho detto in questo inizio stagione!“. E invece tira fuori dal cilindro un capolavoro degno dei grandi nomi. E’ la cura emotiva di Mou a trasformare Pellegrini da buon giocatore a ottimo giocatore? Sappiamo che le capacità di comunicazione e di persuasione che Mou messe in campo sono da grande psicolgo, quindi, c’è da sperare che la grande Roma debba ancora palesarsi? Forse nei grandi match? Possibile.

Mouuuuu: e non è il verso di una mucca ma stavolta di un lupo

Sei vittorie su sei gare disputate fino ad ora tra Serie A e Conference League. É una nuova Roma quella vista in questo inizio di stagione: grintosa, vogliosa e piena di risorse. I risultati parlano chiaro. In campionato i giallorossi viaggiano a ritmi impressionati con 9 punti conquistati nelle prime tre giornate con 9 gol fatti e solo 2 subiti. Nelle sei gare disputate i giallorssi hanno potuto contare sul loro dodicesimo uomo: José Mourinho? Beh! Se pensate che ha fatto fare, almeno così sono le notizie che arrivanoa me, dei cambiamenti temporali anche all’inno, che ora, cantato con i giocatori in campo, sembra più un’Haka romana che un inno, si potrebbe dire che lui è la mente che serviva a Roma. Lo Special One, arrivato tra le ali dell’entusiamo a Trigoria, si è preso già la scena, trasformando una squadra che nelle passate stagioni non ha convinto per gioco e risultati. E quindi è proprio il caso di dire: É la Roma!

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