68° Raduno Nazionale dei Bersaglieri: la protezione civile in campo
68° Raduno Nazionale dei Bersaglieri: la protezione civile in campo

68° Raduno Nazionale dei Bersaglieri: la protezione civile in campo

Come sempre, quando un evento come il 68° raduno nazionele dei Bersaglieri batte il passo sul selciato, la protezione civile è presente. Non solo con il suo supporto logistico, sempre ben pensato e organizzato, ma portando uno spirito che dovrebbe essere il simbolo di ognuno di noi: il volontariato.

All’alba in campo per il 68° raduno è solo un compito?

E’iniziato, con la suggestiva cerimonia dell’Alza Bandiera nell’atrio di Porta Pia, accanto al monumento ad Enrico Toti, e al Medagliere Nazionale. e fin qui tutto nella norma. Ma la differenza tra un semplice evento, un raduno , o celebraazione, non la fa il soggetto, ma lo spirito che lo anima. In tutto questo la protezione civile e maestra. Semplici uomini e donne, con i loro lavori settimanali, con le loro famiglie, con il loro quai, pronti a servire, pronti a donarsi. Al raduno dei Bersaglieri, la potezione civile scende in campo all’alba, alle prime luci e ai primi sospiri di fresco dopo la brace estiva. Montano tende di ogni tipo. Che sia per la logistia semplice come: materiali, attrezzi vari o per cambiarsi magari. Ma anche tende soccorso, per quelle persone che sentiranno il peso degli anni, del caldo a seguire o anche solo dell’emozione per quelle piume che il mondo ci invidia. Ma in tutto questo, c’è uno sguardo vigile, amichevole, quasi fraterno, di quel gruppo di persone della protezione civile (i volontari), che non hanno altri scopi se non quello di esserci per tutti.

E’ tempo di essere vigili

E dopo le cerimonie di apertura della prima giornata del 68° Raduno Nazionale dei Bersaglieri, che celebra quest’anno i 151 anni della Breccia di Porta Pia, il Presidente Nazionale, Gen. Ottavio Renzi, accmpagnato da tanti altre persone importanti, libera la leggenda: la marcia dei Bersaglieri. Il grande passo, il glorioso che non cessa mai di esserlo. Ma dietro a tutto questo, dietro a questa grande emozione, ci sono sempre loro: gli uomini e le donne della protezione civile. Chi vicino alle tende, chi vicino ai defibrillatori per la rianimazione, o chi a distrbuire acqua. chi a cercare una sedia per una persona anziana. O magari quelli che alla fine di tutto: arrivederci e grazie. Ma loro non si aspettano altro. Conosco persone che sono volontari della protezione civile, amici fraterni, e so perfettamente il loro scopo: donare il loro spirito. Donare il loro contributo per quelcosa che tende ad essere dimenticata: l’altro. Parleremo specifatamente nei prossmi giorni, attraverso una meravigliosa intervista fatta a membri della protezione civile Arvalia di Roma, di cose nobili, come sono loro del resto. E mentre la protezione civile vigila, la leggenda sfila.

 

 

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