La costante volontaria: protezione civile Arvalia
La costante volontaria: protezione civile Arvalia

La costante volontaria: protezione civile Arvalia

Tra le tante varianti di questi ultimi due anni, spicca sopra ogni altra cosa una costante: la costante volontaria della protezione civile Arvalia. Adoro parlare di questo, mi riguarda da vicino. Si tratta della protezione civile che opera volontariato nella zona Sud-Ovest di Roma, proprio dove sono nato e cresciuto. Ho avuto la fortuna di intervistare due meravigliose persone.

La costante volontaria o una volonta costante?

Possiamo dire che entrambe le cose coesistono insieme e comprenderete il motivo, dalle parole di due persone che vivono il senso di volontario in modo spiritualmente. Luciano Trauzzola, presidente della protezione civile Arvalia e il volontario Avvocato Ciro Castro. Ci racconteranno l’esperienza di amare il volontariato. Il presidente Trauzzola dice immediatamente una cosa stupenda, che spesso svanisce tra titoloni e titolismi. “E’ una associazione che è formata da circa 100 volontari che danno la loro disponibilità per le intere 24 ore“. Sapete cosa ci sta dicendo? che queste persone dedicano la cosa più preziosa che esiste nel creato: il Tempo. Ma su questo avremmo modo di tornarci.

Diventiamo Tempo per gli altri

Diamo disponibilità non soltanto in caso di emergenza, ma anche e soprattutto nel sociale e nel sanitario. Abbiamo materiale e attrezzature per dare aiuto a chi è più debole. Noi ci siamo sempre sul territorio, questo quartiere vive la nostra presenza e dedizione che ognuno di noi sente nel profondo“. Ecco perchè dicevo una costante volontaria e una volontà costante, proprio perchè è un atto completo, un atto di dedizione oltre lo schema.

La costante volontaria di Arvalia

 

Ma di chi si occupano?

“Ci occupiamo di tutti: senza distinzione di razza, religione, tendenze sessuali o di stato sociale. Tutti vengono aiutati e accolti. I fragili, gli anziani e i disabili che necessitano hanno la nostra totale disonibilità. Disponibilità ad essere accompagnati e tutelati dalle piccole alle grandi cose. Se hanno bisogno di essere sostenuti e accompagnati verso le strutture sanitarie, noi ci siamo. Sosteniamo l’associazione italiana sclerosi multipla, cercando di far diventare anche un po’ nostro quel senso di appartenenza a categorie che hanno costante bisogno di voce”. Il senso della loro attività diventa sempre più profondo e solido ad ogni parola che aggiungono. Trauzzola è un uomo limpido in quello che dice, e si pone sempre con sorriso e disponibilità: non è da tutti anche nel campo della solidarietà.

Ma sono proprio ovunque?

Beh! Ragazzi a sentirli parlare ho la pelle d’oca. Avete presente quando ci sono grandi eventi devastanti? Terremoti, alluvioni o frane? In quei posti dove la gente urla sotto le macerie o sotto il fango, oppure dal tetto di una casa? Accanto ai pompieri trovate loro: la protezione civile. Sono li a scavare e a mangiare fango, a sporcarsi di sangue e di dolore, ma sono volontari, non li paga nessuno, se non il Tempo, quello con la T maiuscola.

Ci siamo costantemente

Potrebbero non esserci ferie, feste, cerimonie a cui partecipare, perchè potrebbero essere chiamati a questo: dare il Tempo, la cosa che più di ogni altra ci sfugge di mano, che vorremmo controllare, che vorremmo far nostra e che invece morde la nostra vita. Bene loro regalano il loro Tempo agli altri. Ma non fanno solo questo, fanno molto di più. “Arvalia ha un motto: “Ovunque e comunque noi ci siamo”, questo dice il Presidente. “Siamo vicini a quelle persone che spesso non hanno neanche la possibiltà di chiedere aiuto, spesso non sanno come fare, ma trovano noi, perchè ci facciamo trovare, perchè vogliamo esserci, ed essere parte di loro“.

La costante volontaria di Arvalia

Facciamo corsi per ogni cosa e non chiediamo fissi mensili. Insegnamo alle persone come salvare un bambino che sta soffocando, magari per una innocente caramelle. Insegnamo come intervenire in casi di incidente, cercando anche di aiutare le persone a non farsi prendere dal panico, magari dando il giusto sostegno e chiamando soccorsi. Ma facciamo anche corsi BLSD, cioè rianimazione cardiopolmonare, usando il defibrillatore“. Ciro Castro, il volontario che è qui insieme al Presidente, ci indica il percorso per questo programma. Ci indica la parte profonda dell’appartenza a questo percorso. “Quando si fa il corso BLSD, si è anche presenti in tutti gli elenchi database di ogni organismo di soccorso. La persona che fa il corso, scaricando una semplice applicazione, non solo è riconosciuto da questi organismi, ma è anche abilitato, oltre che ad intervenire, anche a callaborare. Pensate se la maggior parte dei cittadini fossero in grado di interventi simili, si creerebbe una rete di interventistica che metterebbe in sicurezza o almeno aiuterebbe la maggior parte delle vite a salvarsi”.

La costante volontaria a 360°

“Siamo aperti a 360° all’aiuto. I nostri rapporti anche con le amministrazioni capitoline sono di grande collaborazione. Io sono un Avvocato e come me ci sono altri professionisti, operai, impiegati o persone che non hanno nulla, ma siamo tutti pronti. Non immaginate cosa abbiamo visto nel primo lockdown. Definirle situazioni di miseria è oltraggioso per quelle persone. Spesso, noi che non abbiamo sonvenzione e che ci dobbiamo comprare le divise, ci mettevamo le mani in tasca per sostenere quelle persone. Ma in quel momento loro erano noi e viceversa. Quello che voglio dire, soprattutto ai giovani è: venite, venite con noi, vedete e imparate anche voi. Vi garantisco che si sente dentro quella fame di cercare in ogni situazione di essere migliori, di darsi e non fuggire dai problemi. Quello che amiamo fare è: proteggere le persone”.

Il mio Tempo

Mi chiamò per rispondere alle sue domande. Un Dio che crea un simbolo per se stesso per non sentirsi in colpa. Sedette sul ciglio del mio letto, un letto che non piangeva pene… e incredulo il Dio cercava di chiedersi come potesse accadere che la paura non costringeva il mio animo al pianto. Il tutto in una stanza senza senso che aveva come cordoglio fili e liquidi estremi… mi guardava un orologio appeso alla sua esistenza… incredulo esso non rivolgeva più attenzione al suo domani, ma la preoccupazione era alla nostra sfida… infatti più lui passava più lui perdeva… più lui passava più lui moriva… più lui passava più io vincevo… più lui passava più io vivevo. Mi guardò come si guarda chi non si piega ai colpi immaginati estremi, ma che non hanno metà su chi ha un diverso conto del tempo. Alla fine di ogni suo tentativo chiese al Dio seduto sul mio letto, a chi doveva render riverenza… il Dio lo guardò e disse: “A colui che a posto le sue lacrime oltre me, a colui che a posto il suo tempo oltre al tuo tempo, a colui che non si è pianto per il suo dolore ma ha visto in esso il tuo morire”.

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