La Tunisia punta alla vera democrazia
La Tunisia punta alla vera democrazia

La Tunisia punta alla vera democrazia

Il ministro degli Esteri tunisino Othman Jerandi ha dichiarato: “La Tunisia punta ad una democrazia vera”. Il ministro, determinato a continuare su questa strada è stato anche molto critico verso i paesi che ancora determinano la politica sulla repressione.

La Tunisia è pronta?

Dopo l’intervenendo alla 76a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, Jerandi ha affermato di combattere per la democrazia. “La recente sospensione del parlamento da parte del presidente Kais Saied, il licenziamento del primo ministro e la chiusura dei processi politici in Tunisia avevano lo scopo di rimettere il paese sulla retta via verso la democrazia”. Jerandi ha affermato che Saied è stato costretto a prendere tali misure per contrastare le lotte politiche interne tra partiti rivali. Ma soprattutto per contrastare le turbolenze economiche che affliggevano la Tunisia da anni. “La situazione in Tunisia, prima che Saied intervenisse, la possiamo definire: pericolosa e una minacciosa per il futuro del paese“.

La Polarizzazione politica

Il ministro ha descritto la situazione politica che si era creata: “Era una polarizzazione politica profondamente radicata all’interno di una crisi socioeconomica e sanitaria. Saied ha adottato una serie di risoluzioni e misure eccezionali basate sulla costituzione. La democrazia in Tunisia è un processo irreversibile. Saied ha ordinato lo scioglimento del governo, questo per garantire un percorso di democratizzazione vera. Ora rimane soltanto fare un percorso che non sarà semplice. Ma sicuramente sarà stimolante sia per la nazione che per i nostri rapporti esteri. Vogliamo una nuova Tunisia“.

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