Zaki in gabbia: portato in manette
Zaki in gabbia: portato in manette

Zaki in gabbia: portato in manette

Zaki in gabbia. Al Tribunale di Mansura, dove è in corso la seconda udienza del suo processo, Patrick Zaki viene portato nella gabbia degli imputati in manette. Questo è tutto quello che è riuscito ad ottenere il Governo italiano: nulla.

Zaki in gabbia: vittima del mercato?

Continuo a dire e non smetterò mai, che gli intrighi economici che legano i due Paesi: Italia ed Egitto sono i veri colpevoli della inefficiente attività diplomatica, messa in campo per la liberazione di alcuni nostri cittadini ammanettati senza motivo. E appena dopo due minuti di udienza farsa, il giudice si è ritirato per decidere sulla richiesta del legale di Zaki Hoda Nasrallah di rinvio per poter studiare gli atti. Quindi: tutto rimandato al 7 dicembre. Riccardo Noury portavoce di Amnesty Italia ha commentato: “Un rinvio lunghissimo, che sa di punizione. Quel giorno saranno trascorsi 22 mesi dall’arresto: 22 mesi di crudeltà e sofferenza inflitte a Patrick Zaki, ma anche di grande resistenza da parte sua”. Tutto questo l’ho sta permettendo l’Italia. 

Patrick Zaki è ancora nelle galere egiziane e a quanto pare l’italia tace. Ma non c’è nulla di strano tranquilli, si tratta della perfidia che uno Stato applica quando di mezzo ci sono milioni e milioni di commissioni in armi. Del resto, ai molti sembrerà strano, ma l’Italia è uno dei più importanti mercanti di armi al mondo, e secondo voi si gioca delle commissioni litigando con l’Egitto, per chiedere la liberazione di Zaki? Semmai questa cosa fosse mai avvenuta è stato sicuramente per teatro. Ragion di Stato signori, così si chiama l’infamia di una Nazione verso i suoi cittadini.

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