Balcani in balcone ad attendere l’Europa
Balcani in balcone ad attendere l’Europa

Balcani in balcone ad attendere l’Europa

I paesi dei Balcani occidentali vorrebbero sperare in qualche forma di rassicurazione da parte dell’Europa, ma fino ad ora, nessun progresso concreto si è palesato, riguardo alle loro offerte per l’intervento economico dall’Unione europea.

I Balcani sono al balcone ad attendere?

Qualche cattivone ha detto: “Meno male, vai a vedere che un po’ di Zingari ce li risparmiano”, cattivoni! Il club di 27 nazioni è pronto a discutere di un sostegno economico del valore di miliardi di euro, da devolvere ai paesi dei Balcani. Se ne discuterà in un vertice al castello di Brdo, in Slovenia, che attualmente rappresenta la presidenza di turno dell’UE. Bruxelles vorrebbe dimostrare di essere l’unica alternativa possibile per la risoluzione dei problemi economici: ma a che prezzo? Per ora non sembrano esserci progressi negl incontri con i leader di Albania, Bosnia, Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord e Kosovo. Indubbiamente il cammino è tortuoso, ma quello che l’Europa vuole sembra per ora essere deluso dalle incomplete rassicurazioni da parte di questi paesi. Ka domanda che io pongo a Bruxelles  semplice: quando mai questi paesi ono stati in grado di fornire rassicurazioni concrete?

Preoccupazione e frustrazione

“La maggior preoccupazione è che, la frustrazione per anni di vana attesa, per l’apertura delle porte europee, potrebbe spingere alcuni paesi candidati più vicini a Russia e Cina”. Questo da un mediatore tra Europa e Balcani. Vorrei chiedere a questo signore, quanta Marijuana ha già piantato nel suo orto e quanta ne ha già fumata? Idiota! Questi paesi sono già stati sotto il tacco della Russia e sono stati demoliti. Imbecille! Sarà il caso che tu ti demetta. Infatti dalla riunione dei membri dei 27 arriva una dichiarazione che dice perfettamente il contrario. “È un buon momento per noi per essere assertivi e chiarire che l’Unione europea continua a essere il più grande donatore della regione. L’Unione europea continua ad essere il principale investitore della regione e l’Unione europea continua ad essere il partner commerciale più vicino”. Ma forse il mediatre tra i due gruppi è Renzi, si spiegherebbe la minchiata.

La spinta dell’UE per annettere i Balcani è reale?

La spinta dell’UE per l’allargamento si è arrestata negli ultimi anni. Alcuni paesi membri più ricchi temono di scatenare una nuova ondata migratoria, quindi la questione è passata da economica a sociale. Ovviamente si tratta dei fascistoni europeisti che vogliono tenere fuori il pericolo zingari. Alcuni candidati stanno lottando con le riforme necessarie, soprattutto per garantire che prestito e annession non significhi essenzialmente debito e migrazione. Francia, Danimarca e Paesi Bassi hanno inizialmente bloccato i colloqui con Albania e Macedonia del Nord già nel 2019.
Da allora la Bulgaria è diventata il principale ostacolo all’evoluzione del progetto europeistico. Principalmente rifiutandosi di consentire alla Macedonia del Nord di avviare il processo a causa di una disputa sulla storia e sulla lingua. Questi sono veramente dei terremotati mentali!

Balcani alla riscossa

Durante un tour nella regione, il capo della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato di sperare in progressi importanti con la Macedonia del Nord e l’Albania entro quest’anno, soprattutto dopo le elezioni in Bulgaria. “Ci siamo preparati per un matrimonio diverse volte… ma gli invitati non si sono presentati”, ha risposto il primo ministro albanese Edi Rama. Dopo estenuanti contrattazioni, i membri dell’UE hanno concordato un comunicato: “Il blocco riconferma il suo impegno per il processo di allargamento. Ma respingiamo la richiesta della Slovenia di un impegno per un allargamento entro il 2030″.

L’UE dispone

L’UE sta promuovendo un accordo economico che potrebbe fornire un pacchetto “senza precedenti” fino 30 miliardi di euro (35 miliardi di dollari) alla regione. I funzionari si impegnano anche verso le popolazioni, promettendo di fornire un rafforzamento delle dosi di vaccino. Possiamo dire che Bruxelles ha ottenuto una piccola vittoria diplomatica. Ma soprattutto tiene lontani Cina e Russia.

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