La pretesa di conoscere la povertà: il mondo occidentale redima la propria coscienza
La pretesa di conoscere la povertà: il mondo occidentale redima la propria coscienza

La pretesa di conoscere la povertà: il mondo occidentale redima la propria coscienza

Ovunque andiate o siate, troverete sempre chi parlerà a discapito della reale etimologia della parola povertà. In essa confonderà gli alti e i bassi della vita, ignorando una condizione di non-sussistenza. Di fatto è questo che caratterizza la stessa. Ma la pretesa di conoscere la povertà, è un bisogno sociale per rendersi accattivanti agli occhi di Dio?

La pretesa di conoscere la povertà è un atto di carità forzata?

Bene, è così che si presenta di fatto il parlare continuamente di povertà da parte del mondo occidentale. Eppure analizzando la questione, noi non abbiamo alcun diritto di conoscerla o di sapere realmente come ci si senta a non potere sussistere i propri bisogni primari. Tutti noi abbiamo un casa, una macchina, uno smartphone ecc.. tali, fanno parte di bisogni di seconda necessità e, non di prima come il cibo. Tra l’altro, ho elencato cose che rimandano ad ulteriori spese: per l’auto abbiamo il carburante, il bollo e l’assicurazione, per la casa (ammesso che non sia di vostra proprietà) l’affitto e la manutenzione. E per ultimo, le spese di ricarica del vostro cellulare.

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La necessità di essere buoni fedeli agli occhi di Dio

L’atteggiamento, a mio avviso, a limite della provocazione dello spirito umano ( allora si che potremmo parlare di povertà dello spirito, ma manteniamo la linea guida..) è atto a farci vedere caritatevoli agli occhi di Dio. Quasi credendo che Egli non possa realmente vedere le nostre intenzioni o i nostri pensieri più profondi. Non passa giorno che, nonostante gli alti e i bassi della vita, continuiamo ad avere ciò che è estremamente dall’altra parte di una qualunque ipotetica povertà. Non potete ingannare l’onnipresenza e l’onniscienza di Colui che tutto vede e tutto sa. Ma Dio stesso, ha il potere di giudicare nel giusto momento, la vostra povertà: quella dello spirito.

Curate il vostro spirito: è li che risiede davvero la vostra povertà

E dal momento che non è possibile parlare di povertà economica, sarebbe bene farlo di quella spirituale. Già perché, sebbene le premesse possano essere le migliori, sono gli atti morali e conseguentemente fisici a fregare. Ho sentito le più belle parole, pronunciate però da bocche vuote, i cui atteggiamenti screditavano e scardinavano qualsiasi bella premessa. Abbiate sempre cura di rispettare ciò che non conoscete e, soprattutto, di provare a comprendere il mondo che vi circonda con lo spirito, non col contenuto delle vostre tasche.

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