Al Governo italiano: per non dimenticare che le cose hanno una evoluzione
Al Governo italiano: per non dimenticare che le cose hanno una evoluzione

Al Governo italiano: per non dimenticare che le cose hanno una evoluzione

Questo articolo sarà inviato virtualmente al Governo italiano. Sarà un articolo diverso dagli altri che siete abituati a leggere, non tanto i miei, che sono sempre abbastanza particolari, mi riferisco allo standard giornalistico. Vorrei affrontare il pericolo che il Governo corre con il popolo italiano, riguardo a tutte le questioni legate alla pandemia: economia, green pass, vaccini, lavoro, intrighi di palazzo e tutto quello che viene dopo. Ma vorrei farlo raccontando un episodio storico particolarissimo. Un episodio che probabilmente chiuse moralmente secoli di inganni, proprio come i vostri.

Al Governo italiano: ricordate il processo a Monti e Tognetti?

Personaggi centrali: Sacra Consulta (Governo Italiano) Monti e Tognetti (rappresentanti del popolo italiano) monsignor Colombo da Piperno (Uno degli 11 Giudici della Sacra Consulta). Il 22 ottobre del 1867, Monti e Tognetti, entrambi muratori romani arruolati in segreto nelle forze garibaldine, furono incaricati di commettere un attentato dinamidardo alla caserma Serristori. L’attentato ebbe successo, ma visto che a Roma le spie non mancavano e non mancano mai, i due vennero presto catturati dai rapresentanti della legge del Papa Re. Il processo, come molti amano ricordare, soprattutto il sottoscritto, fu considerato un processo burla. Ma sancì, almeno moralmente, la fine del Potere Temporale. Infatti fu l’ultimo processo della Chiesa.

Al Governo Italiano: i Fatti

Ora riporterò i dialoghi del tribunale. Vi prego di leggerli con molta attenzione, soprattutto quello che diranno monsignor Colombo e il Presidente del Tribunale della Sacra Consulta.

Presidente del Tribunale:

Appare evidente, ottimi padri, che i recenti avvenimenti sediziosi, e non ultimo l’attentato alla caserma Servistori, sono parte integrante di una stessa strategia eversiva mirante al rovesciamento delle istituzioni. Giunge ora notizia che il noto pregiudicato Garibaldi, alla testa di una banda forte di cinquemila uomini e cinque cannoni, sta muovendo da Monterotondo su Mentana nel tentativo di entrare nel regno. Sappiamo chi sono i mandanti, ma il popolo romano è estraneo a questi fatti. Ed aspetta da noi un atto, che oltre a restituirgli la sacralità, suoni da monito e da scoraggiamento.

Motivazioni

Ed è in accoglimento di questa istanza, che saldo nel principio ‘salus publica suprema lex’. Senza spirito di vendetta, e invocando l’onnipotente iddio che ci illumini le menti. E constatato il delitto di insurrezione contro il sovrano, promosso in Roma la notte del 22 ottobre 1867. Accompagnata da incendio e devastamento di edificio pubblico. Nonchè di molti omicidi di militari pontifici, e constatato inoltre che di tali delitti furono agenti principali, con animo deliberato, Giuseppe Monti, soprastante muratore, e Gaetano Tognetti, muratore. Visti gli articoli 84, 260 e 275 del regolamento sui delitti e sulle pene, e in applicazione dei medesimi, è stato chiesto da Monsignor Procuratore, per i soprannominati, la condanna alla pena di morte di esemplarità, da eseguirsi mediante il taglio della testa.

Continua il Prsidente…

Ciò premesso, Vossignori,  prima di procedere alla votazione, vorrei ricordare ai giudici, l’importanza di questo processo. In un momento in cui sono messi in discussione l’autorità del Papa e della stessa religione. I ribelli, gli assassini, i sicari, quelli che attentano alla sicurezza del trono e dell’altare, sono già celebrati martiri da parte di coloro che negano la legittimità del potere temporale. Ora… ogni atto di clemenza quindi, sia pure ispirato ai più alti principi della cristiana carità, si potrebbe facilmente interpretare come una conferma di questa sciagurata opinione. Ma non vorrei influenzare le vostre libere decisioni. Ora, a voi il giudizio. Chi si pronuncia per la pena di morte, risponda sì. Chi è contrario, risponda no. E che Iddio lo perdoni.

Al Governo italiano: ora è tempo di monsignor Colombo

DON MARINO          (Inizia la chiamata per la votazione). Di Venanzo (SI). Borzato (SI). Corrente (SI). Fedi                                        (SI). Colombo. Colombo!

PRESIDENTE           – Monsignor Colombo!

MONSIGNORE        – Eh?

PRESIDENTE           – Monsignore, tocca a voi!

MONSIGNORE        – Scusate, ero sovrappensiero. Che devo fa’?

PRESIDENTE           – Non avete udito la richiesta di monsignor procuratore?

MONSIGNORE        – Ah, sì!

PRESIDENTE           – Meno male! Colombo ha detto sì, andiamo avanti.

MONSIGNORE        – Eh no, un momento: io ho detto sì, in quanto ho sentito la richiesta!

PRESIDENTE           – Allora che dite?

MONSIGNORE        – No io volevo dire una cosa ma adesso non me la ricordo più. C’ho una confusione in testa… Ma che sarà, la vecchiaia?

PRESIDENTE           – Monsignore, siamo tutti vecchi qua dentro! Voi rispetto a noi siete un bambino! O ci volete intrattenere sugli acciacchi dell’età?

MONSIGNORE        – No no, per quanto sembra ieri che i leoni ce se magnavano al Colosseo.

PRESIDENTE           – Monsignore, se avete qualcosa da dire ditelo alla svelta, perchè dobbiamo concludere.

MONSIGNORE        – C’avete paura che ve more il boia? Ah già, perchè pure il carnefice è decrepito!                                                  Capirai, sta in servizio dal 1802! (ride).

PRESIDENTE           – E vi fa ridere?

MONSIGNORE        – Ma perchè, stavo a ride? E secondo voi questo è un processo che fa ride? Così, senza                                           accusati in aula, senza avvocati difensori, fa ride? Qui si chiede la pena di morte per                                         due imputati che non hanno neanche confessato, e fa ride? Tuttavia, nella relazione                                         di monsignor Marino, io leggo, che Monti e Tognetti nel corso dell’istruttoria, hanno                                         tenuto un contegno tale da non lasciare dubbio alcuno sulla loro reità. Mica mi direte                                       che fa ride?

PRESIDENTE           – Ma perchè dovrebbe far ridere?

MONSIGNORE        – Oh… vedo che se cominciamo a capì. Allora, domanda: basta per condannarli a morte?

PRESIDENTE           – Vorreste insinuare che non abbiamo prove sufficienti?!

MONSIGNORE        – Se sono queste, è evidente che non ce le avete. Ma facciamo conto che ce le avete. Che                                      cambia? Basta per condannarli a morte?

PRESIDENTE           – Basta sì. Basta e ne avanza.

MONSIGNORE        – Vedete? Non cambia. Semmai cambiano i tempi! Ma tanto a Roma chi se ne accorge.                                        (rivolto a un monsignore) Voi magari ve credete che stamo ancora qui a giudicare                                               Giordano Bruno, ma quando cambiano i tempi, ottimi padri, cambia il modo di                                                    vedere le cose. E cambia anche la morale sulla quale si fonda la legge.

PRESIDENTE           – La nostra legge non cambia. Deriva direttamente dal Vangelo.

MONSIGNORE        – Va beh. (fa per uscire) Permesso. Permesso… scusate il disturbo eh?

PRESIDENTE           – Ma dove andate?

MONSIGNORE        – E me ne vado, che sto a fa’ qui! O famo discorsi seri o sennò è inutile.

PRESIDENTE           – (lo interrompe) E noi non desideriamo altro che ascoltare il vostro.

Il capolavoro di Colombo da Piperno

MONSIGNORE        – Ecco. Allora per piacere, non le dimo queste cose! Dicevo. Visto che è cambiata la                                              morale, il concetto di colpa e di innocenza che c’hanno loro, ormai è diverso dal                                                nostro. Noi crediamo ancora nell’obbedienza, e loro credono nelle bombe. E certo che                                      c’hanno torto, ma mica è detto che per questo c’avemo ragione noi! (chiude la porta)

PRESIDENTE           – Il processo continua a porte chiuse?

MONSIGNORE        – No, c’è uno spiffero. E poi porte aperte o chiuse che deve entrà qui?

PRESIDENTE           – Io vorrei che entrasse lo Spirito Santo a illuminarvi.

MONSIGNORE        – Quello se per sbaglio ci fosse entrato una volta, non credo ci entrerebbe più.

PRESIDENTE           – Monsignore! Voi state mettendo in dubbio la legittimità di questo tribunale!

MONSIGNORE        – Giovanotti!? A Roma c’è la guerra, è inutile che se lo nasconnemo! E qui so’ zompati                                           per aria 23 soldati di un esercito che siccome è il nostro ce può pure dispiacè, ma                                               sapete chi è stato a farli zompà?

PRESIDENTE           – Monti e Tognetti!

MONSIGNORE        – Soldati pure loro! Soldati di un altro esercito che non è il nostro, un esercito in                                                     borghese. Ma stiamo attenti, eccellentissimi padri, che quando un esercito è in                                                   borghese, è un esercito di popolo… e col popolo, ce se sbatte sempre il grugno.                                                     Garibaldi alle porte! E Satana col cappello da bersagliere avanza su Porta Pia! Fratelli                                       siamo vecchi… c’avemo le ore contate. Volemo fa’ una buona azione prima di mori?                                           Una sola: mannamo il boia in pensione, e chiudemo in bellezza. Eh? Cercamo de esse                                       preti. Io solo questo vi chiedo. D’esse preti, che non ce perdemo niente. E’ finita, eh? (                                       nessuno parla o reagisce)Eh! E’ proprio finita…

PRESIDENTE           – Per cui immagino che dopo questa dichiarazione voi vi pronucerete per il no.

MONSIGNORE        – Eh, no!… Volentieri voterei no. Ma votando riconoscerei implicitamente la legittimità                                        del tribunale per cui sarebbero boni pure i sì.

PRESIDENTE           – Allora vi astenete?

MONSIGNORE        – Eh, sarebbe uguale. Facciamo così: fate conto che io so’ uno che non c’è, uno che non esiste.

PRESIDENTE           – Allora mettete assente e andiamo avanti. Possiamo proseguire?

MONSIGNORE        – E a me lo domandate? Io nun ce so’!

PRESIDENTE           – Meglio così. Prego monsignori, continuiamo.

VOCE                        – Ferreri. (SI) Alzani (SI). Morini (SI). Camilli (lo svegliano)(SI). Andrè (SI). Carlos (SI).

PRESIDENTE           – E anch’io sì. Undici “sì”, su undici presenti. Il tribunale supremo della sacra consulta                                         decide morte all’unanimità.

Al Governo italiano e al suo modo di essere Tribunale della Sacra Condulta del Consiglio dei Ministri

E’ ormai tanto tempo che le azioni della vostra Sacra Consulta del Consiglio dei Ministri, gioca a rimpiattino con il popolo italiano. In tutti questi anni avete dato il peggio di vosi stessi: Corruzione, Stato-Mafia, Pandemia e suoi intrallazzi. Il mondo del lavoro allo sfascio e il fascio costretto a governare sommosse. Economia allo sbando, sanità corrotta e guidata dai baroni della chirurgia (es: Musmeci barone incontrastato della cardio-meccanica-chirurgia e gran massone delle vostre logge). Giustizia allo sbando (vedi in ordine decrescente il caso Palamara).

La Governo italiano: ancora coinvolti in intrighi economici

Politici che continuano ad essere impunemente coinvolti in affari economici (vedi i 49 milioni della Lega e gli impicci bancari Renzi/Boschi). Se mettiamo insieme tutte queste cose, insieme a green pass e no-vax, aumenti indiscriminati delle bollette. Cinquantenni e sessantenni licenziati senza vergogna e TFR, falsificazione dei dati e delle motivazioni di ospedalizzazione a favore della dicitura: Morte avvenuta per Covid. Successivamente accompagnata da un bel premio in denaro. Visto tutto questo ed altro… non vi sembra di essere appesi all’ultimo filo della corda? Perchè se così non fosse, quando sentirete il popolo bussare alle vostre porte: dopo l’ultimo grande inganno, io vi ricorderò questo articolo, e vi lascio come monito il resto che è avvenuto e che verrà…

Monito al Govern italiano

Soldati pure loro! Soldati di un altro esercito che non è il nostro, un esercito in                                                        borghese. Ma stiamo attenti, eccellentissimi padri, che quando un esercito è in                                                        borghese, è un esercito di popolo… e col popolo, ce se sbatte sempre il grugno“.

(Monsignor Colombo da Piperno- la odierna Priverno)

 

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