Turismo sessuale: lo schifo ignobile del Dio Soldo
Turismo sessuale: lo schifo ignobile del Dio Soldo

Turismo sessuale: lo schifo ignobile del Dio Soldo

Come di consueto, ci ritroviamo a vagare e cercare di smuovere animi umani che hanno perso la coscienza stessa dell’essere. Oggi affrontare un argomento quale il turismo sessuale, pare cosa retrograda. In realtà, chi va indietro è solo il diritto umano e marcia avanti la ricchezza spietata contro la povertà assoluta.

La pretesa di conoscere la povertà: il mondo occidentale redima la propria coscienza

Che cos’è il turismo sessuale?

Trattasi di viaggi compiuti dai ricchi ( di portafoglio si intende..) atti appunto all’atto sessuale. Ma consideriamo per un attimo che cosa e chi è coinvolto in tale procedura. Nella maggior parte dei casi, se non in tutti, le vittime di tali abusi, perché se ci indigniamo di uno stupro, cara gente, dobbiamo farlo anche qui, sono minori. Bambini e bambine ( non si risparmiano nemmeno le donne chiaramente) venduti/e per pochi spiccioli dai genitori a causa della povertà assoluta. La stessa di cui piace parlare tanto a noi occidentali..

Chiudere gli occhi di fronte all’evidenza non ci farà vedere meno

Eppure, sono temi trattati solo quando fanno scandalo. Eh no! Il mondo va a rotoli per coloro che credono d’avere tutto se hanno i soldi. Stupida io, che credo d’avere tutto quando ho valori morali. Chissà quante bambine morte a causa di traumi fisici non predisposti per la loro giovane età. E immagino il vecchio bavoso col suo bel sigaro in mano intento a toccare il culo alla segretaria di turno che, organizza il suo bel viaggetto e poi torna a casa dalla moglie. Magari anche da figli e figlie che potrebbero essere paragonate a quelle appena scopate. Ma che importa? Mica sono sangue del suo sangue.

“A brotherhood of man”

Aveva ragione John Lennon quando cantava “Imagine” perché ad oggi, solo di immaginazione si può trattare quando si parla di fratellanza. Un termine, tra l’altro, che adoro dal profondo del mio cuore. Ma che ahimè, nessuno mette in pratica. Ancora siamo ancorati al concetto dell’uomo bianco che vale di più di quello nero. Ancora tiriamo indietro la borsa quando il senegalese che ci passa a fianco è troppo vicino. Ma dove vogliamo andare senza la premessa che la razza umana è una sola? Senza credere che tutti apparteniamo a questo mondo e che una bambina seviziata e stuprata in Africa, conti quanto mia sorella, me stessa, mia nipote o mia figlia?

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