Mille e mille miglia di scali, alberghi e cuore
Mille e mille miglia di scali, alberghi e cuore

Mille e mille miglia di scali, alberghi e cuore

Ci vuole un grande cuore per affrontare mille e mille miglia di scali, alberghi, passeggeri volgari che vogliono sono toccarti il culo a 12 mila metri di altezza. O sopportare i brontoloni frustrati che in fila alle biglietterie se la prendono con chi le regole non può cambiare, come neanche il limite del peso per l’imbarco bagagli. Ma hanno amato questa vita, sono stati e sono la spina dorsale del nostro contatto con il mondo. Ora, per i vostri errori del passato, li volete segare, licenziare, silurare, usate la parola che più amate il senso non cambia.

Mille e mille miglia di cuore

Non scriverò questo articolo da giornalista, voglio farlo tentando di essere uno di loro. Non voglio neanche farmi raccontare cosa provano, voglio sentirlo, respirarlo se possibile. Quindi cercherò di immaginarmi con la divisa Alitalia, cercherò di sentirmi in volo tra le nuvole, ma non con la felicità di andare in vacanza, ma con la responsabilità di chi fa un lavoro serio e importante per il paese. Cercherò di essere la rappresentazione di quel lavoro. Vedete alcune cose devono essere raccontate con l’anima, altrimenti siamo solo nomi su qualcosa di già detto.

Il viaggio sta terminando

Vorrei ricordarmi delle nuvole, delle turbolenze e del brutto tempo in volo. Vorrei ricordarmene perché ora sembra esser il senso della mia vita. Avete preso qualcosa di immenso, invidiabile e quasi unico, e lo avete usato per il vostro porcaio privato. Vorrei parlare a voi politici che muovete da sempre la vostra nullità e la fate diventare ricchezza istituzionale, che avete ucciso qualcosa di immenso. Ricordatevi che prendevate mazzette a non finire da: amici o altri politici, per sistemare lavorativamente ragazzi e ragazze. Ma come? Li andavate ad infilare in Alitalia o I.N.P.S. come fossero i vostri bordelli privati. Sono decenni che vi diciamo di intervenire strutturalmente ed economicamente, affinché, quelli che voi chiamate esuberi, ora non sarebbero stati un problema. E oggi non li chiamereste esuberi ma lavoratori. Per noi colleghi, amici, lavoratori. Se non aveste mangiato su di noi, sul nostro futuro, ben sorvegliati e protetti dai vostri palazzi, io oggi non dovrei spiegare ai miei figli, il perché sono disoccupato, silurato, licenziato. Ma voglio tornare qui e adesso“.

Mille e mille miglia di ricordi

“Ti chiamano di notte, mentre hai già il braccio addormentato e rigagnolo di saliva, e ti dicono che devi fare una sostituzione in volo da lì a 3 ore. Schizzi in piedi come un automa destinazione paradiso città. Strano, mi rendeva felice anche quell’imprevisto. Voi non sapete cosa state facendo, o cosa avete fatto in passato! Ci avete consumato come risorse estinguibili e ora ci buttate via. Mi viene da sorridere a pensare alla mia cara amica e collega che si chiama A… Qualche giorno fa, alla nostra biglietteria, era preda di un pazzo schizzato che voleva a tutti i costi far passare un bagaglio da imbarcare come un bagaglio a mano… non sapete come urlava, come batteva i pugni! ‘Siete dei ladri schifosi, mi viene voglia di picchiarvi’. A… si è girata verso di me e mi ha spalancato un sorriso fantastico come a dire ‘Anvedi questo comme staaaa’. Ma voi che ne potete sapere della nostra vita, dei nostri stipendi, degli atterraggi di emergenza, della paura che si prova in certe occasioni. Che ne sapete dei pazzi isterici che prendono a calci il nostro bancone, che ci insultano, che ci chiamano puttane, e spesso si rivolgono a noi come fossimo schiave”.

Ma ci sono altre mille e mille miglia

“Sono rinchiusi nei cessi a pulire vomito, merda o altre cose. Che di notte sono al mulettino per lavare e lucidare per la dignità della compagnia. Mille e mille miglia di mulettino, anche fuori sapete? Sia se piove, se c’è gelo o un caldo torrido. Non fa nessuna differenza, loro fanno le loro mille miglia mentre voi smembrate la compagnia per gli affari che ci avete sempre costruito sopra. Mediocri figli di puttana capaci solo a rubare. Ma non parlo solo dei politici, ma anche di tutti i dirigenti passati e vicini, che si sono arricchiti con super stipendi e ora si mangiano anche i nostri. Non smetteremo di combattere sapete? Abbiamo affrontato tempeste in aria figuriamoci se non sappiamo affrontare questa. Ora devo andare a casa e raccontare alla mia famiglia, che soggetti come Renzi, Gasparri, Berlusconi, Prodi, D’Alema, e tanti tanti altri porci hanno distrutto qualcosa di meraviglioso, e che forse da domani dovrò cercare un altro lavoro”.

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