“Un figlio è per sempre”: la prole tra divisione di pensiero e morale
“Un figlio è per sempre”: la prole tra divisione di pensiero e morale

“Un figlio è per sempre”: la prole tra divisione di pensiero e morale

Cammino avanti e indietro con lo smartphone attaccato all’orecchio. Scotta, come la conversazione che sto tenendo. Un po’ a fatica, un po’ con le lacrime agli occhi. Siamo tutti figli di un Dio minore, divisi però tra chi vuole una prole e deve rinunciarci e chi, pensa sia un giocattolo da buttare. “Un figlio è per sempre”, non dimentichiamolo mai.

“Un figlio è per sempre” lo volete capire o no?

Tra chi ha la necessità di un figlio, come priorità assoluta, si annidano anche coloro che credono che averlo, sia un po’ come tenere un giocattolo. Potersi sbarazzare dello stesso quando ci si è stufati. Senza la giusta cognizione di causa e sentimento, c’è chi li fa e chi li vuole davvero. Per quanto possa sembrare illogico il filo sottile che divide le due affermazioni appena fatte, esiste la priorità assoluta che mescola le carte in tavola e fa comprendere il senso profondo e morale. Tuo figlio, in ogni caso, verrà prima di te, ma non perché è una proiezione, ma la tua immensa creatura. Dio ci ha offerto l’immensa gioia di capire cosa si provi a generare un essere umano, ma noi nemmeno questo abbiamo compreso. Ci ha davvero dato il senso di essere figli di un Dio minore, ma tralasciamo l’animo, lo spirito, in relazione solo a noi stessi. Come fossimo capi del mondo supremi.

La tristezza celata della madre

Prendo il telefono, mi accorgo sbadatamente di due chiamate. “Cazzo, dev’essere importante”. È la prima cosa che penso, mentre so le visite che Lei, doveva fare. Mi rammarico di non essermi accorta di quelle chiamate e, faccio fuoco e fiamme per poterla contattare. Quando mi risponde, cerca di tenere forzatamente un sorriso che so non appartenerle. Mentre ancora non ha parlato, lo sento: una morsa allo stomaco e le lacrime che mi scendono come un fiume in piena. La visita non è andata bene. Sono le uniche parole che mi risuonano e tamburellano la mia testa. Io, che disperatamente cerco di tranquillizzarla, ma che continuo a piangere silenziosamente. Io so che lei lo sa, ma resta calma e non dice nulla. Mi fa male credere che non possa avere nuovamente l’opportunità di divenire madre, ma sarà solo per adesso. Non so se lo dico più a me stessa che a lei in realtà.

Filius meus vita mea

Se solo si rendessero davvero conto ciò che significa non poter essere madre. Se solo avessero sentito la disperazione che le mie orecchie hanno udito in silenzio.. eppure ogni giorno nasce un figlio che non si desidera, che non si vuole davvero. L’importanza di ciò che facciamo e siamo è da scoprire agli albori di tutto. Ma quante volte avete sentito dire “è venuto ma non lo abbiamo cercato?” Ogni volta ilare, rispondo sempre “di certo è venuto..” non ho sinceramente altre parole che usare dell’ironia spietata. Come se si trattasse di un brufolo da estirpare dalla pelle. Siamo sinceri, davvero poche persone hanno avuto un figlio con la stessa concezione della morale di Dio. E lo si vede, dalle parole, dal sentimento e pure dall’educazione. “Un figlio è per sempre” non un diamante.

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