DESTRAzione totale: all’indomani del voto la destra dichiara il suo nemico
DESTRAzione totale: all’indomani del voto la destra dichiara il suo nemico

DESTRAzione totale: all’indomani del voto la destra dichiara il suo nemico

all’indomani del giudizione universale delle urne, possiamo dire che la DESTRAzione è totale e umiliante. Umiliante soprattutto per quegli elettori, che negli ultimi due anni hanno creduto alla buona fede della Meloni e di Salvini, per rivelarsi invece, fautori di una politica classista e violenta.

la DESTRAzione diventa auto castrazione?

Nelle interviste post voto abbiamo scoperto due cose fondamentali: lo scaricare nei rifiuti i candidati sindaci portati da Meloni/Salvini, accusandoli di non avere il physique du rôle del sindaco. E la dichiarazione da parte di tutta la destra, compresi giornalisti e opinionisti, che il nemico da combattere è il M5S. Soprattutto la seconda è stata il Leitmotiv delle conferenze stampa, e principale preoccupazione della Meloni, che probabilmente già vede bruciare buona parte dei consensi. La situazione si fa buffa, quando: sia politici che giornalisti ben pagati, tentano di distinguere l’importanza del ruolo di M5S, rispetto al Pd in questa tornata elettorale. Vorrei ricordare a Meloni, Salvini e Berlusconi che non ha vinto il Pd, bensì una coalizione ben salda Conte/Letta, cioè M5S e PD. Probabilmente si identifica il pericolo nel M5S, perché la sua azione, evidentemente socialista, si occupa e riesce ad occuparsi dei cittadini. Ma in che maniera? Non si occupa di razzismo, non si occupa di classismo, e soprattutto non si occupa di violenza. L’unica cosa, che a braccetto con il Pd il Movimento porta avanti è: una politica di ricostruzione di tutte le classi o categorie sociale. Soprattutto quelle sconvolte sia dalla Pandemia, sia dalla politica violenta e del tira e molla di una destra che va verso la devastazione interna.

È possibile ricreare un Ulivo 2.0?

In realtà, fatti salvi tutti gli sforzi dei colleghi della destra nell’affermare il contrario, la coalizione tra Pd e M5S, rappresenta una base politica già esistente. La domanda è come far coesistere all’interno di esso, elementi come Italia Viva o Azione, in relazione al M5S tanto odiato da Renzi? Credo che la risposta sia nell’azione che Renzi ha sviluppato nell’ultimo anno. Il voltagabbana Renzi è stato sempre più a destra a braccetto con l’altro voltagabbana Salvini. Quindi, come fidarsi di Renzi in una coalizione di stampo bipolaristica? Eliminandolo dal progetto! Non vale lo stesso ragionamento per Calenda, che vista la disponibilità verso Gualtieri nel ballottaggio, potrebbe tranquillamente rappresentare un altro referente, insieme al mio preferito Fratoianni. Ricapitolando avremmo un nuovo soggetto bipolaristico formato da: Pd, M5S, Azione, Liberi e Uguali e Sinistra Italiana. Ora la destra deve dirci due cose: vista la fisiologica involuzione e evoluzione istituzionale dei neopartiti, si è forse resa conto che, la possibile evoluzione M5S Conte, possa essere talmente vincente da poter sottrarre la base polare alla destra? È questo il motivo dell’attacco massiccio e comune verso tale neopartito? I loro strateghi si sono resi conto che un cambio di rotta sia ormai improponibile? I loro strateghi si sono resi conto che la politica sociale è di fatto in mano al M5S e Pd?

la DESTRAzione irreversibile

Una virata improvvisa in questo momento sarebbe come dire: “Ci siamo sbagliati, siamo andati a vela”. Una improbabile virata sarebbe come dire: “La giusta linea è in mano di M5S/Pd e dobbiamo sottrarla prima della fine totale”. Forse è ora, almeno per la Lega di cambiare il timoniere? Forse è ora per la destra di lasciare la politica ambigua a braccetto con Renzi? È ora, o addirittura l’ultima ora, per far capire a Salvini e Meloni che Berlusconi è politicamente un peso morto? I numeri si vedono alle urne, e con tutti i sondaggi di crescita che mostrate, se i numeri sono quelli di ieri io mi preoccuperei.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.