Abisso e oblio: il baratro per un popolo dimenticato
Abisso e oblio: il baratro per un popolo dimenticato

Abisso e oblio: il baratro per un popolo dimenticato

L’abisso e oblio per il popolo Libanese è appena iniziato. Il problema è che a noi non arrivano le notizie più serie, quelle che fanno di un popolo un insieme di nulla. Come spesso avrete sentito nei telegiornali, in Libano mancano le risorse energetiche, e con questo problema si creano una serie di eventi distruttivi sociali e sanitari.

Abisso e oblio

Sono rimasto sconvolto quando Firas Abyad, direttore del più importante ospedale Covid libanese ha dichiarato: “C’è una crescente mancanza di corrente elettrica. L’elettricità è assente per 21 ore al giorno ed è una situazione che riguarda diversi altri ospedali del Paese. Non si trova il combustibile, soprattutto per alimentare i generatori e se si trova non ci sono i soldi. I pazienti non possono coprire la differenza. Nonostante il caldo torrido abbiamo così deciso di interrompere il servizio di climatizzazione dell’aria, mantenendolo soltanto nelle zone dove è strettamente necessario. Non bisogna avere molta fantasia per capire che siamo all’inferno“. Il Libano è oppresso dalla più imponente crisi economica degli ultimi tre decenni. La corrente elettrica è razionata da tempo, ma nelle ultime settimane le centrali elettriche e i generatori di corrente privati non hanno sufficiente combustibile. Questo perché la Banca centrale non ha i fondi per pagare gli importatori di carburante, che va pagato in dollari statunitensi.

L’economia morta

La lira libanese ha perso il 90% del suo valore. Un dollaro viene scambiato a più di 17mila lire. È una sproporzione estrema, non c’è possibilità di ottenere un quantitativo energetico sufficiente per alimentare a pieno l’intera nazione. Pensateci: gli ospedali, dove la gente deve essere curata, non hanno energia per alimentare i respiratori.

L’inferno in terra o la terra infernale

Non mancano sparatorie e accoltellamenti per accaparrarsi un po’ di combustibile per far funzionare piccoli generatori casalinghi. Il dottor Abyad, direttore dell’ospedale Rafiq Hariri di Beirut, il principale ospedale per curare patologie legate al Covid ha dichiarato ” Siamo all’inferno“. Ma si fermavano anche: le attività nel quartiere generale della Sicurezza generale, l’agenzia di controllo e di intelligence incaricata, tra l’altro, del rilascio dei passaporti. La sede della Sicurezza generale si trova in un luogo strategico al centro di Beirut, tutto si ferma.

Abisso e oblio

Il mondo deve muoversi. I capi delle nazioni devono intervenire, soprattutto sul fondo monetario internazionale. La regola è lasciare in pace il Libano. Ricordo a tutti cue questa situazione è opera di Macron, che con la sua azione terroristica ha forzato la mano al fondo monetario per la restituzione del prestito libanese. Ma non solo, obbligò le parti in causa a cercare una intermediazione per un Governo improponibile. Il risultato è davanti ai nostri occhi. Il colpevole è Macron.

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