Noi siamo quello che mangiamo: forse nel nostro caso quello che votiamo?
Noi siamo quello che mangiamo: forse nel nostro caso quello che votiamo?

Noi siamo quello che mangiamo: forse nel nostro caso quello che votiamo?

Come diceva il filosofo Ludwig Feuerbach: “Noi siamo quello che mangiamo“. Forse nel nostro caso, sia in ambito popolare che in ambito politico, sarebbe più appropriato dire: “Noi siamo quello che votiamo”.

Noi siamo cosa?

Feuerbach lo diceva in funzione del fatto, che tutto quello che viene introdotto nel nostro organismo, non influenza soltanto il corpo, ma anche i processi energetici, psicologici e spirituali. Migliorare l’alimentazione può quindi migliorare la vita. Ma certo, la scienza lo insegna, “Un perfetto spaghetto al pomodoro è più importante di un branzino al cioccolato“, cit. Dove voglio arrivare? Al fatto che siamo un paese sgangherato inside. Tra carbonare, amatriciane o fast food più o meno americani, il nostro equilibrio socio culturale “È una cagata bestiale“. Abbiamo, dopo 1500 anni di repressione morale, culturale e spirituale, la possibilità di iniziare un processo di civilizzazione della nostra società, ma noi abbiamo preferito distruggerlo. Il Ddl Zan, anche se scomposto, sgangherato e forse anche inopportuno, aveva acceso un faro sulla questione lgbtq. Una legge, che se accettata, avrebbe permesso l’inizio di un processo evolutivo. Per questo la Chiesa è avanti, perché ragiona in termini di secoli, e il primo che riesce a fare un buco nel muro, assicura l’abbattimento dello stesso nel corso della storia.

Ma noi cosa abbiamo?

In tutto questo noi abbiamo: lgbtq che sono contro la legge, la sinistra che in parte va con la destra. Una destra che si nasconde dietro la moralizzazione dei manganelli, una sinistra favorevole al disegno e lgbtq razzisti e fascisti. Mi spiegate, come se avessi cinque anni, come possiamo essere un popolo in cerca di una evoluzione civica? E qui riacchiappo il discorso sorretto da me, cioè: “Noi siamo quello che votiamo“. Votiamo sinistra alle comunali e magari, dopo due mesi, votiamo destra alle politiche. Ludwig Feuerbach se avesse pensato a questa variante, avrebbe fatto un quadro del nostro paese perfetto. Siamo un popolo disordinato. Attaccato alle primizie delle cazzate: cene, bevute, magnate, serie A Tim e tutto quello che la distrazione di massa porta con sé. Un popolo disilluso che vota la sinistra ma la sinistra non esiste. Che vota la destra ma la destra non esiste. Urla e bestemmia in nome di un cambiamento politico, ma poi ci rendiamo conto che l’unico che prova a farlo è Bergoglio. Il Ddl Zan serviva solo ad iniziare un processo: abbiamo perso tutti.

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