Rapporti malati: l’improprio uso della parola amore
Rapporti malati: l’improprio uso della parola amore

Rapporti malati: l’improprio uso della parola amore

Siamo nel 2021. Tanto è cambiato da ciò che abbiamo vissuto, tante le cose che si instaurano nella nostra socialità alla quale ad oggi, non sappiamo dare un nome. Troppi rapporti malati, fatti di litigi e false speranze si danno senza darsi mai, ricevono senza contraccambiare. Eppure si continua a parlare d’amore.

Di che rapporti malati stiamo parlando?

No.. non di quello che credete. Non sto affrontando rapporti di violenza familiare. Piuttosto voglio fronteggiare i rapporti che ci proponiamo di avere per una socialità societaria che, quasi, ci impone un percorso di vita programmato. Dobbiamo per forza di cose stare con qualcuno, sposarci e fare figli. Ma per quale motivo siamo legati a schemi severi che, nella maggior parte dei casi, si prefiggono come morti ancor prima di esistere, e sfociano in divorzi, talvolta estremamente dolorosi per la prole? Ebbene questo è sancito di fatto, da una mancanza di presa di posizione personale. Pretendiamo di mischiarci a cose che nemmeno ci appartengono, ci riempiamo di schemi fastidiosi e prigionieri della loro stessa esistenza.


Wrong: la canzone che dal 2014 canta per Chico Forti


L’utilizzo errato della parola amore

Intendiamo subito che nella maggior parte delle relazioni, l’amore che esse mostrano, non ha nemmeno il diritto di dare il nome a se stesso. L’amore non togli mai, non giudica, ma appoggia. L’amore vero, quello che ha necessità talvolta di versare qualche lacrima per l’altro, per uno stato mentale o di salute claudicante, sta scemando da ogni volto. Coppie che si relazionano con l’ombra negli occhi e non la luce che accende l’anima dei sensi. I profumi, i ricordi, le immagini mentali e ciò che non svanisce. Il desiderio della condivisione, quando è sufficiente uno sguardo a comprendersi e una carezza a scaldarsi. Ma ancora, non siamo per nulla disposti a toglierci una maschera fatiscente di fronte a ciò che potrebbe farci tremare il cuore.

La privazione delle emozioni equivale alla vigliaccheria

Iniziare una relazione coi giusti presupposti, significati quindi, prendersi delle responsabilità nei confronti della persona che abbiamo scelto di avere accanto. E questo, non esclude la quotidianità, ma al contrario, la comprende nel pieno delle facoltà emotive e intellettive. Molti scelgono di avere relazioni fittizie, nate e cresciute sul fallimento della fiducia, della lealtà, ma ancorate a un concetto di tradimento. Come se questo fosse il preludio di una vera identità societaria. L’amore signori è un’altra cosa. L’amore è il reale senso di appartenenza nonostante una distanza, perché esiste sempre un filo sottile, ma resistente quanto il diamante che legherà due anime e, non due involucri in eterno. Non saranno mai un paio di tette o un paio di pettorali a concimarvi l’anima.

L’amore reale ai tempi dei rapporti malati

Due occhi, splendidi e ricchi d’amore.

Due anime legate dal fervore,

di spirito e d’essenza è fatto colui che narra la propria esistenza.

S’occupava e si preoccupava di lei ovunque fosse,

lei faceva lo stesso nelle sere più rosse.

Vivevano di senno e senso di loro stessi,

vivevano d’ombra ed estremi abissi.

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