Salvini e Giorgetti: il carroccio alla resa dei conti?
Salvini e Giorgetti: il carroccio alla resa dei conti?

Salvini e Giorgetti: il carroccio alla resa dei conti?

Avevamo già scritto del disagio che la Lega stava mostrando, infatti Salvini e Giorgetti erano ai ferri corti anche prima delle recenti votazioni. Il disagio si era mostrato sotto forma di scelta politica, e a quanto sembra abbia avuto un seguito.

Salvini e Giorgetti sono alla resa dei conti?

Salvini ha convocato i dirigenti del Carroccio. Le posizioni tra i due maggiori rappresentanti del partito si sono allontanate e necessitano di chiarimenti. La questione principale sembra essere la presa di posizione di Giorgetti, che personalmente approvo. Giorgetti si è espresso sulla questione colle escludendo dalla corsa il compagno di merende di Savini, cioè Silviuccio. “Già nell’autunno del 2020 dissi che la soluzione sarebbe stata confermare Mattarella ancora per un anno. Se questo non è possibile, scelgo Draghi. Fermo restando che Draghi potrebbe guidare il convoglio anche dal Quirinale. Sarebbe un semipresidenzialismo de facto, in cui il presidente allarga le sue funzioni approfittando di una politica debole“. Sarebbe un passo notevole per la struttura politica italiana, ma necessario per avere una stabilità politica maggiore. Non fatevi ingannare dalla storia dell’uomo al comando con maggiori poteri, tanto fanno come vogliono lo stesso.

Ma c’è anche un’altra questione che brucia a Giorgetti

Il leader leghista sembrava a suo agio con un assassino come il presidente brasiliano Bolsonaro. Su questo Giorgetti fa una riflessione importante: “Se vuole istituzionalizzarsi in modo definitivo, Salvini deve fare una scelta precisa. Capisco la gratitudine verso la Le Pen, che dieci anni fa lo accolse nel suo gruppo. Ma l’alleanza con l’Afd non ha una ragione. Per essere precisi, la scelta europeista fatta da Salvini è un’incompiuta. Ha certamente cambiato linguaggio. Ma qualche volta dice alcune cose e ne fa altre. Può fare cose decisive e non le fa. Insomma, l’approdo della Lega deve essere il Ppe, Io non ho bisogno di un nuovo posto. Voglio portare la Lega in un altro posto“. Ed è su questo punto che arriva l’unica risposta di Salvini: “Stiamo lavorando per un grande gruppo che metta insieme il centrodestra in Europa. Non è nessun vecchio gruppo“. Vista così sembra che il tempo per Salvini sia arrivato al termine, anche perché la sua è ormai una politica della contraddizione. Di fatto vorrebbe gestire una federazione di centro destra rimanendo al Governo con Silviuccio, e restare legato alla Meloni che è in una opposizione feroce. In questo momento paragono la politica di Salvini, come ad un ospite che ti invita a cena, mettendo sul tavolo tutto quello che ha nel frigo: ci potresti trovare di tutto.

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