Matera: non è una città per disabili
Matera: non è una città per disabili

Matera: non è una città per disabili

È veramente il caso di dire: Matera non è una città per disabili. A ricordarcelo, anzi a denunciarlo è Signor Marzio Muscatiello dell’Associazione Azione disabili Marziolino.

Matera è una città per disabili?

Barriere architettoniche, Muscatiello (Azione Disabili Odv). “Diffida il comune nelle persone di: Bennardi e Sarli e la Regione Basilicata nelle persone di: Bardi e Leone. Non è solo una questione di mancato rispetto delle normativa PEBA, sulla eliminazione delle barriere architettoniche. Quello che non possiamo accettare è anche l’indifferenza e la mancanza di risposte da parte dell’amministrazione comunale, che per legge e tenuta a dare. Bisogna anche capire, che le persone con disabilità sono titolari di diritti riconosciuti non solo dalle leggi italiane ma anche da convenzioni internazionali. Le istituzioni sono obbligate a rispettarle“. Dal Ministero arriva una lettera importante, che conferma la denuncia del Signor Muscatiello. “La segreteria del Ministro per le disabilità Stefani, ci ha trasmesso la sua segnalazione sulla esistenza di barriere architettoniche nella Città di Matera, che compromettono ildiritto alla mobilità delle persone con disabillità“.

Qualcuno se n’è accorto?

La lettera continua: “Effettivamente, ci risulta che il comune non abbia un piano per l’eleminazione delle barriere architettoniche. La materia è disciplinata come lei saprà, dall’art. 24 della legge 104/1992, che prevede obblighi e vincoli specifici per le opere edilizie riguardanti edifici pubblici e privati aperti al pubblico. Mentre i piani per l’eleminazione delle barriere architettonche (PEBA) sono stati introdotti fin dal 1986, con l’art. 32, commi 20, 21, 22. Disposizioni che prevedono la vigilanza da parte delle Regioni sui comuni che non adottano i PEBA. Questo ufficio svolge una funzione di coordinamento delle politiche generali del Governo in materia di disabilità, e nell’assetto delle competenze. Non ha quindi poteri di intervento diretto su competenze che sono prerogative di altre Amministrazioni. Come da prassi, in casi di questo genere, scriveremo comunque alla Regione e al Comune, per segnalare quanto da lei rappresentato. Chiederemo quali iniziative si intendono assumere per uniformarsi a quanto prevede la legge”. Questo è il cuore della lettera, il resto è una cafonata di belle parole di circostanza. Di come i valori verso i disabili siano forti nel Governo. Sono le parole di chi ha già fatto scarica barile.

Matera come preludio di un’umanità in decadenza

Certo signori, non potrebbe di fatto trattarsi d’altro. Quando coloro che muovono sapientemente i pezzi della scacchiera bianca e candida, si vedono essere mangiati dalla parte tetra e oscura, non possiamo parlare d’altro che di decadenza. Quando a fare denuncia di un fatto estremamente grave, di natura menefreghista è colui che muove lo scacco bianco, bisogna che lo stesso divenga per forza “matto”. Siamo qui presenti a dare voce all’indignazione di un uomo che ha riposto le proprie speranze nella collettività, che ahimè, non sembra per nulla collaborare. Si tratta, anzi, di un rimpallo di responsabilità atte a un depistaggio socio-culturale e civile. Ci prefissiamo essere sempre quelli che si battono per le giuste cause, ma ci ritroviamo sempre ad avere pressoché un pugno di mosche in mano.

DisABILMENTE abili

E adesso, nella concezione di ciò che vi abbiamo mostrato, chi sono coloro che mancano di abilità? Perché di fatto è questa la mancanza purtroppo innata, di coloro che non possono vivere allo stesso modo dei più fortunati. Mi verrebbe proprio da dire che “le rotelle” non servano alle sedie, ma che di fatto, manchino nelle teste di coloro che non prendono nella giusta ottica e nella corretta considerazione, quanto mosso. Un polverone che vuole essere il paradosso di se stesso. E pensare che tutto ciò che viene richiesto, è attuato nelle normative di una legge esistente, ma non applicata, a quanto pare. Nella loro più oscura e fatiscente anima, che si tinge completamente di nero, chiudono gli occhi credendo che il problema non si veda, quanto abbassare il parasole per ripararsi dai raggi che vogliono illuminare e fare chiarezza. Ma la vita dev’essere degna per tutti, e per coloro che hanno gravi difficoltà, siamo noi a dover gridare a gran voce la giustizia che gli spetta.

3 commenti

  1. PIETRO ANTONIO FRAGASSO

    Con la presente, sento il dovere di informarvi quanto segue:
    premesso che tutti i Comuni d’Italia si sarebbero dovuti dotare di Piani per l’abbattimento delle barriere architettoniche entro il 1986, l’Amministrazione comunale di Matera, con Delibera di Giunta municipale del 22. 12. 1986 incaricò due professionisti esterni a redigere progetti di massima ed esecutivi finalizzati alla Eliminazione delle barriere architettoniche nelle Scuole dell’obbligo.
    I progetti, relativi a tutti i plessi scolastici, furono regolarmente portati a termine entro i tempi previsti dal contratto ed approvati in Consiglio comunale.
    Arch. Pietro Antonio Fragasso

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