Il concetto di fede e di Dio: l’importanza del mezzo e non dello scopo
Il concetto di fede e di Dio: l’importanza del mezzo e non dello scopo

Il concetto di fede e di Dio: l’importanza del mezzo e non dello scopo

Chiunque in vita sua, si è arrampicato al concetto di fede e di Dio, in un momento di sconforto. Ebbene, l’ho fatto anche io, in età pressoché adolescenziale perché l’Altissimo aiutasse a ridurre i miei dolori. Ecco! Non esiste cosa più erroneamente errata di questa. Il preambolo è sbagliato, in tutto il suo senno privo dello stesso.

Qual è allora il vero concetto di fede e di Dio?

Si tratta di un abbraccio primario, nel buio della quiete silenziosa della propria dimora. Mentre tutto ha fatto il proprio corso e il dolore ha abbracciato lo stesso ospitante, che lo ha sapientemente surclassato e ridotto a un colabrodo da cui può passare prepotente la luce della speranza. Il senso della fede, non è di certo quello di non soffrire mai, ma al contrario, di trasformare quel lutto in qualcosa di magnifico agli occhi di Dio. Si tratta di una missione? Di un dono dall’estremo volto da colui che tutto sa e tutto vede? Ragazzi, qualsiasi argomento trattato in questo giornale è frutto di analisi e di esperienza. In tal caso, si tratta della mia personale esperienza. Ho sofferto l’enormità del mio abisso, per anni interi che sembravano secoli incandescenti.


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L’inferno è il processo per passare dal purgatorio al paradiso

Ho sbagliato anche io nel corso degli anni. Ho chiesto a Dio di togliermi da una situazione di dolore estrema, al limite della sopportazione, ma ho fallito. Il fallimento riguarda lo scopo, anzi ha riguardato lo stesso, non considerando di fatto il mezzo. Tra l’altro estremamente più fondato e importante. Ho voluto avere fede solo per me stessa, non comprendendo che al fine di giungere un idilliaco paradiso, dovessi passare un infuocato inferno. Il periodo di stallo fra le due cose, è stato dettato da una mancanza di dialogo tra me e Lui🔝. Ho interrotto una connessione estremamente logica per la non comprensione di determinati fatti.

La forza del credo, dalla morte alla rinascita

Hanno scarnificato le mie carni, inflitto dolore al mio corpo, ma innalzato la mia anima. Mentre ripenso a questa frase, cui ero dedita, credo col sorriso di essere giunta a un livello di beatitudine estremo. L’estasi corporale lascia il solo spazio a quella metafisica dell’animo. E io mi dirigo verso la forte e candida luce che, divina, illumina il mio volto. Ma mi rendo conto che, se non avessi passato l’inferno in terra, non avrei mai assaporato il paradiso in cielo e nemmeno sarei stata in grado di comprenderlo. Un gusto sublime e soave che sa di fiducia, lealtà. Ma anche di compassione e apre la via alle estreme opere di carità, benevolenza e passione. Che, ad oggi, caratterizzano la persona che sono. Non per il fine, ma per il mezzo: e la fede, non potrà mai essere lo scopo di qualcosa.

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