Il perdono oltre il dolore: con coscienza, si rinasce dalle proprie ceneri
Il perdono oltre il dolore: con coscienza, si rinasce dalle proprie ceneri

Il perdono oltre il dolore: con coscienza, si rinasce dalle proprie ceneri

Non voglio incentrare un discorso prettamente unico, ma è necessario descrivere le esperienze di vita per esplicare un concetto. Forse nemmeno a me stessa l’ho detto nel modo giusto, ma tra il perdono oltre il dolore, si rinasce come la fenice dalle proprie ceneri.

Il perdono oltre il dolore è la strada della purificazione?

Come sempre, sono qui a raccontare un pezzo della mia storia, che si può ricondurre a centinaia di altre storie di voi lettori. Potrete avere un raffronto e pure un pò di solidarietà. Ho già parzialmente annunciato in un altro articolo che vi linkerò qua sotto, lo sbaglio che nel tempo ho fatto. Ovvero affiancandomi alla fede solo per lo scopo e non per il mezzo. Sebbene ne faccia un Mea Culpa, devo ammettere che ero molto piccola, per giunta, sarebbe stato molto difficile discernere i paradossi da me medesima creati nell’approccio a Dio. Quando avevo circa sei anni, sono stata vittima di un bullismo psicologico estremo e atroce da contorcere l’anima.


Il concetto di fede e di Dio: l’importanza del mezzo e non dello scopo


La perdonerai adesso?

Una frase chiave che mi gela il sangue e l’anima al solo pensiero. E la risposta arriva ancora più fredda di queste mani che battono violente la tastiera. Si! L’ho perdonata. Sono riuscita a trasformare il mio dolore nella mia forza, lei purtroppo, i suoi errori in una sconfitta. Non userò il suo vero nome, per motivi più etico-morali piuttosto che di privacy. Chiamiamola Eva, come l’ambasciatrice che si ribellò a Dio onnipotente. Lei, che torturava le mie giornate con scherzi, scherni e fastidi.. lei che per anni mi ha dato etichette che non mi appartenevano. Ma ancora lei, che se n’è andata troppo presto. Nemmeno trentenne ha lasciato questo mondo. Per giorni ho cercato la spiegazione che non arrivava, e neanche adesso c’è. Mi sono resa conto che non avrei potuto avere rancore nei confronti di chi, i propri sbagli, li aveva pagati a caro pezzo.

Una sconfitta dell’anima

Forse per molti risulterà strano, ma ogni maledetta sera, il suo ricordo pervade il mio essere bambina. In fondo, da qualche parte di remoto, la posso sentire. Posso ascoltare il suo volersi redimere da un mondo che è stato vigliacco con lei. Io ancora sono qui, a combattere le mie battaglie, a veder sorridere l’amore della mia vita, la mia famiglia, i miei amici. Lei, ogni cazzo di sera, vedrà segretamente piangere in un angolo della stanza, le persone che l’hanno amata. Una madre distrutta dal dolore, trasandata dagli anni. Ma adesso che le importa? Ha solo vissuto il suo tempo, che non le appartiene più. Esattamente come questa vita che le scorre davanti agli occhi e che mai più, potrà sorprenderla.

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