Che cosa cercate alla fine della corsa?
Che cosa cercate alla fine della corsa?

Che cosa cercate alla fine della corsa?

Oggi sono così.. un po’ boia un po’ re. Ma ci sono milioni di cose che mi frullano in testa e, la continua e disperata ricerca di ottenere risposte. Forse sarà un articolo fuori dal comune, dalla normalità a cui siete abituati: ma questo siamo. Adesso la domanda si fa ancor più prepotente nel mio cuore: che cosa cercate alla fine della corsa.

Spiegatemi: che cosa cercate alla fine della corsa?

Ci adopriamo per molte cose: il lavoro, la famiglia, gli amici.. ma mentre tutto questo avviene, non ci rendiamo conto di ciò che abbiamo fatto. Avete capito bene! Nessuno che riesca mai a raccontarmi i dettagli del viaggio e non il finale della corsa. Tutti centrati ad un unico obiettivo: la fine di tutto. Ma tale, è il preludio pure del finale di noi stessi: della stanchezza, del peso che sentiamo nel fare le cose. Corriamo, corriamo di continuo alla ricerca di una conclusione che, ci lascia in mano un pugno di mosche e, u sapore estremamente amaro in bocca. Ma allora.. perché lo facciamo? Perché non gustiamo passo per passo quello che stiamo facendo? Abbiamo di fatto perso il senso primario dell’esistenza e della vita stessa?


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Sappiamo assaporare solo il principio del dolore

Il dolore risulta una grande crescita personale, a mio avviso, ci sguazzo e ci sguazzo ancora dentro, ricordandomi che vivo, che sono essenza ancor prima della presenza. Ciò che sono fuori illude molti stolti di ciò che realmente ho dentro. Ma quello che devo mostrare al mondo è un solo sorriso. Il dolore è mio, lo sento sempre e mi ricorda ogni singolo passaggio di un viaggio che mi ha portato alla rinascita. Invece per molti, questo altro non è che un’inutilità della vita. Scordandosi quindi, che non può esistere il bene senza il suo esatto opposto. Sfuggiamo all’amore per paura di soffrire, speriamo di non sfuggire all’ossigeno per paura di respirare. Non ci godiamo più un momento unico, di quotidianità, perché ci stanchiamo giusto? No. Sbagliato.

Il sapore univoco dell’esistenza

Non esistiamo perché riflettiamo la nostra immagine allo specchio, no. Non significa assolutamente nulla. Il senso reale dell’esistenza è ciò che percepiamo, che sentiamo nel lungo o breve tragitto che chiamiamo vita. Ed è esattamente per tale motivo che, ricercare sempre una fine, non da preludio ad alcun inizio. Alla costante ricerca della felicità, credendo di trovarla in fondo a un tunnel pieno di luce, ci perdiamo la reale serenità. Abbassiamo lo sguardo di fronte a chi ci chiede davvero come stiamo, ma nemmeno noi lo sappiamo realmente. Bisogna smettere di correre, di ricercare ciò che già esiste, ma che appannato dalla superiorità di ricerca.

8 commenti

  1. Anon

    Finalmente la Signorina è riuscita ad aggiustare un pochino la sua grammatica, peccato per i soliti punti di sospensione ridotti all’osso. Per quanto la ridondanza, il problema purtroppo continua a persistere. Ma si può migliorare… (tre, solo tre)

    1. Jessica Livolsi

      Ohhh ciao Sofia, quasi quasi mi mancavi ( scherzo ovviamente). Vedo che continui a giocare a fare Dio con me, ma ti piaccio così tanto? Davvero non hai niente di meglio da fare che guardare i miei articoli per sentirti la maestra di grammatica delle elementari? Comunque.. non ricordo di averti chiesto nulla in merito alla MIA scrittura e sinceramente , non ho interesse nel tuo parere non richiesto. Sai, a volte nella vita, si dovrebbe avere l’umiltà di guardare prima se stessi e poi, comprendere se davvero possiamo consigliare gli altri. Sai perché ti dico questo? Perché utilizzi estreme contraddizioni: vuoi utilizzare un karma positivo, ma ti riduci a essere qui a fare una morale a me ( che non puoi permetterti) Solamente perché? Lo so bene io il perché, ma non è conveniente dirlo vero? Medita, dovresti saperlo fare bene..
      P.S: ritieniti fortunata che ti abbia risposto io e non Fabio.

        1. Jessica Livolsi

          Oh signore. Allora io non ascolto chi non mostra il proprio volto e utilizza una mail fittizia. Ho voluto solo risponderti all’ennesimo commento, per farti capire che so bene chi sei seppur non ti mostri. Io ci metto la faccia, non devo ringraziare proprio nessuno. Ricordati che il diavolo sta sempre nei dettagli. Quindi, visto che non ho interesse verso i “ tuoi consigli” ( e pare che fosse questo il tuo scopo) possiamo pure terminare qui sia i commenti, che la pseudo- conversazione.

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