Le speranze di Speranza: ma cambiare nome no?
Le speranze di Speranza: ma cambiare nome no?

Le speranze di Speranza: ma cambiare nome no?

Forse è proprio il cognome a ridurre il mio titolo a un gioco di parole: le speranze di speranza. Eh già, perché il ministro della Sanità, vorrebbe, dal primo dicembre, estendere l’obbligo vaccinale della famosa terza dose, a una fascia di età comprensiva dai 40 ai 60 anni.

Ma quali sono le speranze di Speranza?

Se vi dicessi che ancora non l’ho compreso? Andando per gradi, l’uscita in commercio di questo vaccino e, delle varie tipologie, sembrava a manna scesa dal cielo che potesse porre fine alla pandemia. Invece, ci troviamo mesi dopo, ad avere la medesima situazione dell’inizio. E, imperterriti, si continua a dare la colpa a colore che hanno scelto di non farsi vaccinare. Ma io non li biasimo per nulla, dal momento che, l’ho fatto per obbligo e non per scelta. Ciò che si è ben compreso, è che il vaccino, evidentemente, non ci ha immunizzati. Ci ha resi solo schiavi di un sistema sanitario che speriamo, non vacilli di nuovo.


I nuovi poveri figli della pandemia e del sistema


Con la quarta dose attendiamo almeno una bambolina

Se alla terza non otteniamo l’immortalità di Highlander, almeno alla quarta vorrei un premio di consolazione per non avere pianto alla puntura. E perdonatemi se faccio dell’ironia nera e spietata, ma non potrebbe essere altrimenti. Sembra proprio di essere al centro di un circo mediatico che prende in giro se stesso e, di conseguenza, un intero popolo. Speranza vuole nudare verso l’obbligo vaccinale della terza dose, almeno per il personale sanitario.. ma no vi pare lo stesso modus operandi della prima dose? Ci scommetterei qualsiasi cosa, che alla fine, toccherà a tutti. Come da copione.

Un ennesimo sacrificio immane

Ma dove gli altri vedono un’opportunità di debellazione totale del virus, io continuo a vedere un enorme sforzo che si richiede nuovamente, al popolo. E se tutto va bene! Perché se il caro ministro si mette in testa che l’incidenza dei casi va oltre agli standard schematici, è in grado di attuare nuovamente restrizioni nel periodo natalizio. Non si rendono davvero conto d’avere prosciugato un popolo intero, i propri conti in banca, e le speranze di ogni singolo individuo. È tempo delle risposte adesso Signor Ministro, non di ennesime richieste.

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