Sete di potere: quando l’arroganza umilia un altro individuo
Sete di potere: quando l’arroganza umilia un altro individuo

Sete di potere: quando l’arroganza umilia un altro individuo

Dico sempre che sto diventano sorda. La realtà è che lavorando con macchinari molto rumorosi, comincio ad avere qualche problemino. Ma non stamattina. Ho sentito le urla di una sete di potere che andava oltre la presunzione di se stessa, tutto a discapito di un giovane collega, che di umiltà ne ha da vendere.

A cosa porta la sete di potere?

Rispondo a questa domanda con una retorica alquanto fastidiosa: alla disfatta dell’anima. Ma andiamo per ordine: io sono il tipo di persona che molti definiscono stronza, altri rompicoglioni, ma la verità non cambia. Io dirò sempre le cose come stanno e, mio dovere è essere ligia a me stessa prima che agli altri. Quindi, dopo avere ascoltato un attacco verbale a un collega che, praticamente, ho “svezzato”, ho cominciato a vedere il nero della situazione. Oltre a questo, ho assistito a un paraculismo tale, da far venire i brividi. Chiariamo da subito, che errare è umano, soprattutto quando si pretende il presto e bene, ma c’è modo e modo. Quando la critica poi, arriva da chi non ha né arte né parte, le cose cambiano ancora di più.


L’altra faccia della medaglia: un sistema lavorativo vittima di se stesso


Si crede che schiacciare gli altri porti la propria fortuna

In 5 anni di lavoro, non mi sono mai permessa di alzare la voce, nemmeno di fronte a sbagli ripetuti. Questo perché, oltre l’errore, si valuta anche lo stato d’animo della persona. Se so che un collega sta passando davvero un brutto periodo, non gli farò pesare che ha di nuovo errato. Piuttosto cercherò di rimediare all’errore e, qualora non me ne accorgessi, non cercherei mai un colpevole. Perché è di questo che in fondo, si tratta. Cercare un colpevole per pararsi o pulirsi il culo alla coscienza degli altri. Si cerca un anello debole e gli si affibbiano tutte le schifezze che, probabilmente, nemmeno ha commesso da solo.

Trattare gli altri come trattiamo noi stessi

Inutile ribadirlo: il metro e la misura con cui trattiamo gli altri, deve necessariamente essere la stessa che usiamo per noi stessi. Ma forse ho colto un punto direttamente nel segno. Le persone non si amano per nulla, non hanno rispetto per se stesse e, di conseguenza, nemmeno per gli altri. Ma vi posso garantire, che non ci sono passata sopra. L’arroganza deve essere punita in ogni modo. Le persone che mi hanno dimostrato nel tempo, gratitudine e rispetto, le ho sempre trattate ancor prima, allo stesso modo. E non c’è nulla di peggiore che denigrare un essere umano per sentirsi superiore e avere quella dannata, schifosa e lugubre sete di potere che mistifica anime e le riduce in poltiglia d’odio, di vendetta e di rancore.

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