Israele teme che Biden si accontenterà di un blando accordo con l’Iran
Israele teme che Biden si accontenterà di un blando accordo con l’Iran

Israele teme che Biden si accontenterà di un blando accordo con l’Iran

Israele teme che Biden si accontenterà di un accordo con l’Iran, peggio del JCPOA. A Gerusalemme cresce la preoccupazione che il presidente Joe Biden si accontenterà di un accordo sul nucleare parziale, più limitato persino dell’accordo JCPOA. Ricordiamo che fu il negoziato dall’amministrazione Obama nel 2015. Il tutto è stato dichiarato oggi, domenica 14 novembre da Israel Hayom.

Israele teme?

Secondo il rapporto, i funzionari israeliani temono che gli USA potrebbero ritenersi soddisfatti di un accordo che ponga fine alle attuali sanzioni contro l’Iran. Sempre che il regime islamico interrompesse il suo arricchimento dell’uranio. “Un tale accordo significherebbe, tra le altre cose, che l’infrastruttura avanzata dell’Iran per l’arricchimento dell’uranio non verrebbe smantellata, i 25 chilogrammi di uranio che l’Iran ha già arricchito al 60% in violazione dell’accordo originale, rimarrebbero intatti, e che il programma iraniano generale non sarebbe stato affrontati. Un accordo ristretto di questo tipo, violerebbe anche le assicurazioni precedentemente emesse dall’amministrazione statunitense per raggiungere un accordo più forte.

La strategia iraniana

I funzionari israeliani ritengono che la decisione di Teheran di tornare ai colloqui, sia uno stratagemma. Secondo i funzionari, né l’ayatollah Ali Khamenei né il presidente Ebrahim Raisi hanno intenzione di tornare al JCPOA. Venerdì, Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), ha dichiarato che il nuovo governo iraniano non lo ha più contattato da quando il governo di Raisi ha prestato giuramento in agosto. “Questo è sorprendente e lo dico apertamente. C’è una lunga lista di cose di cui dobbiamo discutere”. I rapporti indicano che l’AIEA ha una lunga lista di preoccupazioni per quanto riguarda l’accesso agli impianti nucleari e ai siti non dichiarati.

Da Tel Aviv Rasha Farah

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