Tasse e morte: anche se inevitabili tutti le vogliono tagliare
Tasse e morte: anche se inevitabili tutti le vogliono tagliare

Tasse e morte: anche se inevitabili tutti le vogliono tagliare

La cosa più divertente di questi partiti del divenire domani è che tutti vogliono tagliare le tasse. Ma perché divertente? Perché più di ogni altro paese, l’Italia sembra quel luogo, dove il detto: inevitabili come le tasse e la morte, sia perfettamente a suo agio e profondamente applicabile.

Tasse e morte: come tagliare i due mostri esistenziali?

Si fa una gran fatica a pensare che il nostro sia il paese della: legalità, egualità e fraternità. Piuttosto che tagliare le tasse si dimettono dal governo e diventano fantasmi, per non parlare della morte che sembra divenuta lo show primario delle reti televisive. Se c’è una cosa che il film Joker ci ha insegnato è che la realtà è mutabile, ma non in un paese come il nostro. In queste ore tutti mettono la loro proposta sul tavolo della grande, incompresa e vituperata trattativa sociale e fiscale. Ipotesi di complotto mi verrebbe da dire. Si perché quando tutti i partiti si muovono all’unisono significa, sempre secondo il detto, che all’ortolano aspetta una amara sorpresa: il cetriolo. Ma chi è l’ortolano di turno: il popolo.

Le ipotesi di complotto?

Destinare 6 miliardi al taglio del cuneo e 2 per alleggerire la pressione delle imprese. È una ipotesi plausibile visto che vengono finanziati 8 miliardi ma c’è una ma, e questo ma ce lo metto io. Si fa una distinzione discriminatoria e allarmante. Sul piano degli 8 miliardi si parla di Cuneo fiscale e imprese, allora perché il PD ha necessità di raccomandare anche un piano per le piccole imprese? Eh? Perché questa necessità? Realmente, il taglio del cuneo fiscale e l’alleggerimento della pressione sulle imprese, a chi è destinato? Non sarà mica per la medio alta impresa? Quindi ancora una volta discriminatorio per gli altri? Ma ecco la grande cazzata! Il cioccolatino che non accontenta nessuno: l’Irpef potrebbe essere modificata rivedendo l’aliquota media e smussando in particolare lo scalino del terzo scaglione. Oppure con un intervento per i dipendenti, estendendo il bonus Renzi da 80 euro, poi aumentato a 100 con il governo Conte 2.

Tasse: il capolavoro delle inutilità

Al tavolo parteciperanno, oltre al ministro: Laura Castelli (M5S) e Maria Cecilia Guerra (Leu), rispettivamente viceministro e sottosegretaria al Mef. Alberto Bagnai (Lega), Antonio Misiani (Pd), il sottosegretario al Mise Gilberto Pichetto (FI). Luigi Marattin (Iv), presidente della commissione Finanze della Camera. L’obiettivo è quello di raggiungere una posizione comune, da inserire nell’ambito dell’esame parlamentare del ddl di Bilancio attraverso un emendamento alla manovra. In definitiva un minestrone, tirate voi le somme… il risultato all’ultima pagina.

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