Magari c’è un waltz per ricordare un ricordo mai passato
Magari c’è un waltz per ricordare un ricordo mai passato

Magari c’è un waltz per ricordare un ricordo mai passato

E si! Ha proprio ragione Jessica quando nel suo articolo scrive, un giradischi, l’allegria e il ricordo di un vissuto: un nonno che balla la morte della sua vita, e magari c’è un waltz in sol, che suona ancora per ricordare tempi lontani.

Magari c’è ancora un waltz per qualche sorridente lacrima?

La festa scolastica di Natale sta arrivando, non giochiamo più a rugby, MacIntyre ci insegna a ballare il valzer,
sul pavimento della palestra. MacIntyre è fuori dall’esercito, ti mettono in pantofole se fai un errore.
E MacIntyre ci rintrona, rimbomba forte nella palestra e noi siamo vestiti solo di calzoncini, siamo vestiti solo di calzoncini. Ed è un, due, tre, due, due, siamo una vergogna MacIntyre ci faceva a pezzettini. E noi ballavamo con noi stessi, mentre ci gridava ‘Trovate uno spazio!’ Ballando il valzer con la paura nei cuori. Arriva il giorno delle manovre finali, le nostre teste sono un uragano di sensazioni. Ci avviciniamo sempre più al D-day, questa volta dovremo farlo con le ragazze, questa volta dovremo farlo con le ragazze. Nell’arena le ‘signore’ stanno aspettando un partner dodicenne da condurre. Alcune coppie sono stabilite, gli altri di noi sono mischiati, e una ragazza grassa è lasciata in un angolo. Ed è un, due, tre, due, due, quando iniziamo a ballare, sotto le luci e la vergogna, anche se dovessi vedere che il movimento dei piedi è sbagliato non dichiararmi fuori dal gioco. Sto solo ballando il valzer della scuola alla festa di Natale della scuola media, tutto qui: è un valzer della scuola media
“. Così canta Mark Knopfler, nel freddo inverno della sua Scozia, in pantaloncini corti per la festa di Natale.

Ogni Natale ha il suo demone

Adoro Knopfler quando canta questo brano da solo con la chitarra acustica è più timido di me. A vederlo mi domando sempre se brucia più la chitarra o la sedia su cui è seduto. Ho sempre avuto la stessa sensazione davanti al pubblico, soprattutto quando suonavo da solo. Ognuno a Natale ha il suo stramaledetto waltz da suonare o far finta di suonare. Una volta io e mio fratello, anche lui chitarrista come me della nostra band Clockers, fummo invitati a suonare per Natale in un paese vicino Roma. Gli amici della TheBand, gli organizzatori del grandioso Subiaco Rock and Blues festival, a cui abbiamo partecipato molte volte, ci chiamarono per suonare nel Natale itinerante nelle strade di Subiaco. Bidoni in mezzo alla strada bruciavano per donarci conforto dal sotto zero, mentre altri fuochi preparavano il Vin Brulé. Avevamo le mani ghiacciate, e la sensazione di suonare davanti a persone che si fermano a un metro da te e terribile 😂😂😂, mi bruciavano le mani dal freddo mentre la mia timidezza bruciava la mia anima. Fu comunque qualcosa di unico, bevevamo Vin Brulé mentre suonavamo la versione acustica dei nostri brani. Quindi ringrazio Jessica e Mark per avermi fatto tornare alla mente quelle magiche note di Natale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.