“Renegades”: quando lo schema esclude la diversità
“Renegades”: quando lo schema esclude la diversità

“Renegades”: quando lo schema esclude la diversità

Che cosa significa “Renegades”? Tale inglesismo indica proprio i rinnegati. Ma direte: che cosa c’entra tutto questo con uno schema ben preciso? Ebbene, molto.. anzi, tutto. Perché se ci pensate bene, la paura del diverso, nasce di fatto, da una conclamata uscita da un determinato schema.

Chi sono i “renegades” che escono da tali schemi?

Possiamo stare qui fino a domani, che la lista sarebbe ancora includente. Ma partiamo col parlare degli omosessuali. Questi individui, escono dallo schema primario naturale di contrapporsi al proprio genere. I disabili, che non hanno le stesse facoltà di una persona senza mancanze primarie. La paura del diverso, nasce quindi, da uno schema che viene stravolto e destabilizzato. Non ci rendiamo conto, che viviamo completamente di schemi. Anche nelle cose più banali della nostra quotidianità. Abbiamo un orario stabilito per la cena o per il pranzo. Spesso, costretti dai ritmi lavorativi.


L’anticonformismo insito nell’essere umano: siamo tutto e il contrario di tutto


L’uscita dallo schema crea caos e fastidio

Resta chiaro dunque, che uscire da uno schema ben definito, sia esso societario o personale, spaventa. Spaventa, perché proprio di questo viviamo. Siamo abituati a determinate cose e, fuori da quelle, non diamo la possibilità di una visione differente. Molti riescono, ad ogni modo, a comprendere e andare al di là dello stesso concetto di schema primitivo e primario. Per molti, invece, si crea un caos di informazioni che vanno letteralmente in conflitto con ciò appreso fino a quel momento. Il concetto vi pare abbastanza chiaro?

L’abitudine come distruttore di coscienze

Come dicevo poc’anzi, l’abitudine è ciò che distrugge un pensiero, un’idea nuova. Sebbene provassimo a scardinare il preconcetto di uno schema, l’abitudine manderebbe tutto in caos. Non qualcosa di estremamente problematico chiaramente. Ma superare tale conflitto, implicherebbe un’introspezione profonda che, a sua volta, chiamerebbe in causa una serie di concause quali la responsabilità. Ed è estremamente difficile per chi, crede fermamente a uno schema societario, quotidiano o qualunque sia, rimettere in discussione la visione e l’ottica avute fino a quel momento preciso.

2 commenti

  1. Pingback:Tra teoria dell’ospedale e linguaggio non verbale: l’individuo nel dibattito

  2. Pingback:Un grido al mondo: l’anoressia è la piaga sociale di modelli imposti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.