Berlusconi Presidente? Cerca l’asse con M5S e Pd?
Berlusconi Presidente? Cerca l’asse con M5S e Pd?

Berlusconi Presidente? Cerca l’asse con M5S e Pd?

Berlusconi Presidente? Cerca l’asse con M5S e Pd? Ovviamente si. Le mosse del cavaliere sicuramente spiazzano alleati e non, ma la visione celestiale del Quirinale potrebbe fargli fare qualsiasi mossa strategica.

Berlusconi Presidente?

Cerca da giorni uno strano asse. L’appoggio al M5S sulla questione RdC è strategico e non buttato a caso. Silvione sa leggere bene la politica e i suoi intrallazzi, e sa benissimo, che il M5S non è più quello della piazza e della forca. Come accadde alla lega forcaiola di Bossi, si è istituzionalizzato, che non è una brutta cosa anzi. Se riesce a mantenere la linea social-progressista e avere allo stesso tempo il doppio petto, forse potremmo avvalerci di un partito della cittadinanza. Berlusconi sa che il M5S potrebbe a sua volta sdoganarlo, sempre che lui garantisse il più ampio appoggio alla linea green e assistenzialistica dei pentastellati.

La linea oscura

Nello score del Quirinale, non possiamo dimenticare la possibile influenza del franchi tiratori. Soprattutto perchè, nelle ultime votazioni, sono stai proprio loro a creare dissesto. La stessa posizione di Italia Viva si è mostrata come una posizione da franchi tiratori. In realtà il problema franchista è legato alle possibili defezioni proprio nel suo partito. Sulla carta, considerando i delegati regionali, il Centrodestra parte da 440 voti circa, quindi, servono 60 voti per arrivare a quota 500/505, numero necessario per essere eletti alla presidenza della Repubblica, ma al quarto scrutinio. Da voci di partito FI: “Dal Pd si potrebbero strappare 15 o 20 voti” , soprattutto tra chi teme le elezioni anticipate, nonostante le parole di Letta che si direbbe a favore delle urne. Ma sappiamo bene, che se si va alle urne ora non vincerebbe nessuno, e Letta si troverebbe una brutta rogna: la coalizione post elettorale più logica è con M5S se vuole governare, sperando che Azione di Calenda sia della partita. Fatto salvo questo principio da qualche parte del Pd una manciata di voti utili potrebbero uscire, anche se non possiamo dimenticare che l’eminenza rossa D’Alema ha dichiarato: “E’ l’ora di una donna al colle“.

Berlusconi Presidente? Anche da donna?

Ma un intrigo possibile ci sarebbe. D’Alema ha parlato di donna al colle ma non ha dato un’indicazione. Da qui è partito un meccanismo, il solito e perverso dello sviare. Si è cominciato a straparlare di una possibile posizione aperta per Rosy Bindi, proprio subito dopo la dichiarazione di massimino, ma anche subito dopo che ha cominciato a circolare l’idea di una apertura di Silvio verso M5S. Se non mi si sono appannate le sinapsi, opterei per analizzare il meccanismo perverso. Se il cavaliere mantenesse questa posizione, il Pd potrebbe fare il nome della Casellati fino al terzo/quarto scrutinio, proprio per dare continuità alla politica d’alemiana e lettiana, per poi dire: “Ragazzi la Casellati non passa, mettere una donna al colle ci abbiamo provato sarà per la prossima volta“. Così facendo, la faccia è salva, ma non con un volto improbabile come quello della Bindi. I voti Pd, almeno quella manciata che spettano a Silvio arriverebbero al quarto scrutinio e non prima ma arriverebbero. Ipotesi di reato: la defezione arriva proprio da alcuni di Forza Italia, che potrebbero sgambettare Silvione insieme al Pd, a meno che: il cavaliere non decida di decretare lo ius soli come parte integrante di un progetto di democratizzazione ampio, e non definibile solo dal centro sinistra. Bingo!!! Voti? Almeno 20 dal Pd? Direi di si.

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