The show must go on: Freddie Mercury tra genio e dolore
The show must go on: Freddie Mercury tra genio e dolore

The show must go on: Freddie Mercury tra genio e dolore

Sono passati 30 lunghi anni dalla sua scomparsa, ma la presenza di Freddie Mercury, ancora ci attanaglia lo stomaco. Un uomo visto e considerato solo dal lato degli eccessi o dal talento smodato. Ma dietro quel sorriso sornione, si nascondeva una maschera di dolore. The show must go on, e tuttora, va avanti.

The show must go on: come sono trascorsi 30 anni senza “The Legend”?

Lo sentiamo ancora vicino ai nostri presupposi, ci scende ancora una lacrima quando ascoltiamo la voce potente e prepotente che prende vita da ogni cassa del mondo. Un uomo che ha dovuto soffrire per arrivare. Un dolore nascosto dalla prestanza e presenza su di un grande palco. Ma Freddie, ha avuto più tormenti che soddisfazioni. Un uomo che si è dovuto nascondere in parte e, comprendersi dall’altra. Alle spalle, una famiglia conservatrice delle proprie origini Parsi. Dall’altra, un ragazzo e il suo sogno, che cozzavano con il volere del padre.

L’omosessualità e gli eccessi che nascondevano il dolore profondo

Non riesco ad ascoltare Bohemian Rapsody senza versare qualche lacrima. Al di là della meravigliosità dei generi che si intrecciano tra di loro, il testo, ci fa comprendere molto e, non comprendere nulla. “Mamma ho appena ucciso un uomo, gli ho puntato una pistola alla testa e adesso è morto/ mamma la vita è appena iniziata”.. una frase che delinea uno stacco netto con la vita e una presa di posizione con ciò che era realmente. In quello stesso pezzo, Freddie, ha accettato chi e cosa fosse realmente. Senza più pregiudizi né falsità alcuna, in primis, verso se stesso. Ha cambiato il suo nome, originariamente Farrokh Bulsara, ha stravolto la propria vita e quella della famiglia per inseguire un sogno.

L’uomo dietro l’artista: tra genio e follia

Aveva il pubblico pagante in pugno, ogni volta. A 30 anni dalla sua scomparsa, Freddie continua a tenere nel pugno angelico orde di persone che, hanno imparato a conoscerlo o, che lo conoscevano già. Come il grande commediante descritto in “The great pretender”, continua a solleticare la nostra memoria. Lui, che credeva di voler andare all’inferno per incontrare persone più interessanti, ma che l’inferno, lo aveva già vissuto in vita. Freddie, il suo dolore e la maschera che teneva sul palco, sono motivi di ricordo e racconto per i posteri. Gli eccessi che placavano l’animo dolorante e infuocato d’inferni lontani, erano l’unico sfogo da se stesso. Freddie.. la tua presenza si fa prepotente e, ad ogni modo, Musical Prostitute , come amavi definirti, The show..must go on!

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