Il paradosso Weinstein applicato al giornalismo “molesto”
Il paradosso Weinstein applicato al giornalismo “molesto”

Il paradosso Weinstein applicato al giornalismo “molesto”

Dopo l’episodio della giornalista, vittima di molestie sessuali in diretta, molte le donne dello stesso ambito che hanno denunciato un simil fatto. Ciò mi ricorda però, il paradosso Weinstein, come io amo chiamarlo. Ricordate il produttore Hollywoodiano incriminato per aver molestato attrici, poi divenute persino famose?

Che cos’è il paradosso Weinstein?

Ecco, come per il processo ai danni del noto produttore, ci ritroviamo di fronte a un fatto mediatico, più che semplicemente punibile. Weinstein chiedeva prestazioni sessuali in cambio di notorietà. Una volta divenute famose, determinate attrici, hanno sporto denuncia contro il colosso, ottenendo anche la ragione della parte in causa. Questo significa, che dopo aver ottenuto ciò che volevano, pagando con prestazioni sessuali, sono tornate indietro facendo le vittime della situazione. Togliamo per un secondo il pensiero dalla giornalista molestata, atto discriminante da punire severamente, il resto però, mi ricorda tale paradosso.


Buona domenica popolo sodomizzato e contento


Una vita di favoritismi sessuali per la carriera

Sono fioccate le denuncia dopo la vittima giornalista, contro direttori e giornalisti. Ma se tanto mi da tanto, è l’ennesimo femminismo mascherato da ipocrisia che cerca la propria tangente, dopo aver ricevuto un buono sconto. Ottenuto ciò che si vuole, è sufficiente attendere il momento giusto per recriminare la propria coscienza dalla sporcizia accumulata per arrivare dove si voleva arrivare? Questo mi pare sfruttare il proprio atteggiamento femminile, i diritti di genere e le realtà che, ahimè, purtroppo esistono. Come se, a un certo momento della loro carriera, volessero applicarsi al buon costume societario e ingannare le proprie memorie. Ma si sa, quelle, non si lasciano ingannare tanto facilmente.

Chiunque siate, scegliete la coerenza

Eh si, perché ci vuole coerenza e coglioni per essere chi davvero si è fino in fondo. Anche quando si parla di vendersi al miglior offerente per un’opportunità di carriera. Allora, nessuno vi discrimina, sebbene la scelta possa essere opinabile. Ma uscire fuori, dopo mesi o anni, ci pare proprio la paraculaggine che, a un certo momento della vita, vi bussa alla porta come mera opportunità ricattatrice. E non scordiamoci, che se queste cose, ancora hanno senso di esistere, significa che dall’altra parte, esiste un pubblico pagante che le acclama a gran voce.

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