Hamas e Israele: dopo il cessate il fuoco… c’è l’Egitto
Hamas e Israele: dopo il cessate il fuoco… c’è l’Egitto

Hamas e Israele: dopo il cessate il fuoco… c’è l’Egitto

Dopo aver dichiarato lo scorso maggio un cessate il fuoco tra, il Movimento di resistenza islamica Hamas e Israele, il dossier negoziale sul processo di scambio dei prigionieri è tornato alla ribalta.

Hamas e Israele a che punto sono?

Questa volta, il regime egiziano ha anticipato la sua mediazione. Lo ha to con dichiarazioni e movimenti mediatici soprattutto durante la recente aggressione a Gaza. Come viene chiamata la “Battaglia della Spada di Gerusalemme”. Ma soprattutto ha chiarito, attraverso un chiaro cambiamento della sua posizione ufficiale tra le aggressioni del 2014 e del 2021. Hamas è responsabile dell’aggressione, adottando la scusa dell’occupazione. I media egiziani hanno lanciato un’intensa campagna mediatica, prendendo di mira non solo Hamas, ma l’intero popolo palestinese, in particolare nella Striscia di Gaza. La voce del regime egiziano è risuonata forte durante la recente aggressione alla Striscia di Gaza. Attraverso dichiarazioni infuocate che equivalgono a mettere in discussione la fattibilità della pace. Ma anche il ripristino del famoso detto di Gamal Abdel Nasser: “Ciò che è sottratto con la forza può essere recuperato solo forza“. Il regime egiziano è tornato al suo gioco precedente come sponsor non neutrale nei negoziati. Questo è evidente nelle ripetute dichiarazioni del direttore dell’intelligence egiziana, Abbas Kamel. Ha dichiarato: “Hamas cattura civili con cittadinanza israeliana affossa dopo le trattative”.

Il regime egiziano

Il regime egiziano sta cercando di includere nello scambio anche i due dossier di ricostruzione della Striscia di Gaza e di allentamento delle restrizioni dell’assedio imposto. Ovviamente la neutralità egiziana è saltata. Tutto apparentemente a favore di Israele.

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