Calo nascite: perché dovremmo meravigliarci?
Calo nascite: perché dovremmo meravigliarci?

Calo nascite: perché dovremmo meravigliarci?

Secondo i dati stanziati dall’Istat, quest’anno è ingente il calo nascite. Non ci meravigliamo affatto di ciò che succede attorno a noi, ma dobbiamo chiarire che non si tratta solamente di una questione economica.

Calo nascite: quali i fattori?

Non esiste più il concetto di familiarità e di collettività familiare di trent’anni fa. La vita è divenuta per se stessa un fattore non più primario dell’esistenza umana. Mi spiego meglio: i concetti di valori morali e sociali, hanno lasciato il posto alla pretesa dell’emancipazione propria. Non solo quella femminile, sto parlando proprio di un concetto di solitudine attinente a bisogni primari, non collettivi. Il sesso fine a se stesso, prende il posto dell’amore che lascia un tempo senza tempo e senza vissuto. La ricerca della responsabilità dei figli, diviene non secondaria, ma ben all’ultimo posto.


La ricerca della libertà: la contraddizione in termini


Il Covid è solo l’ennesimo fattore

A tutto questo clima di precariato morale, familiare e sociale, si aggiunge un ulteriore fattore, che, non solo a livello economico, ha influito sulle vite di tutti. La costrizione a vivere nella familiarità, senza i giusti cardini fermi e muri portanti, ha fatto che intere famiglie, si sfasciassero completamente. Ma di base, tali, non erano famiglie, bensì luoghi di incontro e sicurezza. Ed è in tale concezione che il mondo continua ad andare avanti. Vittima di se stesso e di un menefreghismo generale verso la natura umana, la sensibilità divina e lo spiritualismo puro.

L’idea di tornare alle origini delle responsabilità non piace

Perché se da una parte chi vorrebbe prendersi le responsabilità di una famiglia, non trova un riscontro morale dall’altra, la maggior parte delle persone, crede si tratti solo di un gioco. Ma, la dedizione, la fedeltà e l’onestà del partner e della famiglia, sono valori PERSI. Non esistono più. Il tutto ha preso il posto di inneggianti social network che non hanno cambiato il modo di pensare, ma lo hanno amplificato. Capiamoci bene, l’onesto rimarrà sempre tale. Il disonesto, cercherà sempre e solo un pretesto per ricongiungersi alla propria natura. E con tali premesse, è meglio, che i dati Istat, restino tali.

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