Perché Israele si è rintanato dentro una foresta di mura?
Perché Israele si è rintanato dentro una foresta di mura?

Perché Israele si è rintanato dentro una foresta di mura?

Perché Israele si è rintanato dentro un dedalo di mura? È la domanda che ci poniamo da sempre. La costruzione di muri è una regressione della dottrina. È solo una macchinazioni della follia militare in materia di: prevenzione dagli attacchi. La deterrenza o il suo tentativo, riflette anche uno “stato di debolezza”.

Perché Israele si è rintanato?

Siamo sempre stati convinti dell’odio dell’umanità nei nostri confronti, così, in funzione di un dubbio legittimato o no, abbiamo utilizzato, noi per primi, l’arte della deterrenza e della guerra. Però Gerusalemme est è comunque occupata. Israele ha ristabilito un muro di 65 chilometri, per isolarlo dalla Striscia di Gaza. Ora, il dibattito sull’efficacia della dottrina della “fortificazione con muri”, tende a stabilire se è in grado di fornire realmente: sicurezza e incolumità agli israeliani. Ovviamente riferito a quelli che vivono nel costante timore di ciò che descrivono come: i nemici palestinesi. L’idea di erigere il muro, si è sviluppata durante l’aggressione israeliana alla Striscia di Gaza nel 2014. E poi i nemici sarebbero i palestinesi? L’operazione militare denominata “Protective Edge” ha mostrato il fallimento di una dottrina attuata in modo violento dall’esercito di occupazione.

La linea difensiva

Fu il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu a decidere, nel giugno 2016, di costruire una nuova linea di difesa, ai confini della Striscia di Gaza. Quindi per respingere la rete di tunnel offensivi sviluppata dalla resistenza, sviluppò un muro sia esterno e nel sottosuolo. È il terzo sistema di sicurezza difensivo che Israele ha costruito lungo la linea di confine con Gaza. Quindi si continua la politica delle fortificazioni in cemento, gettando via miliardi di dollari, proprio in cemento e ferro.

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