Alice In wonderland: la mega produzione di Natale
Alice In wonderland: la mega produzione di Natale

Alice In wonderland: la mega produzione di Natale

Antonio Murciano di Razmataz Live, società che organizza Alice In wonderland lo spettacolo per famiglie più atteso di Natale, parla di questo momento. La produzione degli spettacoli in periodo di pandemia. Si potrebbe ricordare il tempo degli spettacoli durante le guerre, le carestie o durante la famosa Spagnola. Ma ormai questo tempo sembra esser divenuto il più funesto della storia… addirittura da pagare personaggi dello spettacolo per farlo essere un tempo mediatico.🤷‍♂️🤦‍♂️🤷‍♂️

Alice In wonderland lo spettacolo che spazza la paura?

La pandemia è un problema enorme per il nostro settore, qualcosa che ti tiene fermo, ti impedisce di fare programmi a medio termine, allontana sistematicamente il raggiungimento del breakeven. Da un certo punto di vista, però, va vista anche come un’opportunità: se le migliori maestranze del mondo non fossero state ferme per un anno e mezzo, per esempio, non avremmo mai avuto il tempo di preparare uno show come questo“. Quindi, seguendo il ragionamento di Murciano, ci sono voluti centinaia di migliaia di morti, affinché il mondo dello spettacolo partorisse un così imperdibile appuntamento? 🤣🤣🤣🙈🙉🙊 Come riportato dal Sole 24 Ore, “Ispirato al capolavoro di Lewis Carroll Alice nel Paese delle Meraviglie. In cartellone alla Fabbrica del Vapore di Milano fino al 27 marzo 2022. Cast stellare: ideazione e regia sono di Simone Ferrari e Lulu Helbæk. La scenografia è della belga Barbara de Limburg, fotografia di Pasquale Mari. Costumista è il francese Nicolas Vaudelet, noto per i tour di Madonna e del Cirque du Soleil. Il visual artist è Giuseppe Ragazzini (suoi i lavori per il Lincoln Center di New York)“. Non preoccupatevi il SEO per questo virgolettato l’ho sistemato io😉.

Perché mi infastidisce questa cosa?

Mi infastidisce, perché si cerca di creare la “meditazione del morto” per rendere più importante il significato di un’operazione mediatica. Mediatica perché se è addirittura il Sole 24 Ore, a dar fiato alle trombe per un evento simile, enfatizzando “l’apologia della disgrazia”, allora siamo un mondo alla frutta. La stessa cosa non è stata fatta, quando altri bravissimi colleghi hanno portato in teatro i loro show. Impiccandosi per andarci almeno pari, per tentare di bilanciare rischi e benefici. Lo si fa per una mega produzione che mi fa fare una domanda: ma se il periodo di pandemia è durato e dura ancora (2anni), dove tutto è stato immobile: queste produzioni da dove hanno preso i soldi?😉

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