Il viaggio, il sapore e la memoria: non l’arrivo ma la corsa
Il viaggio, il sapore e la memoria: non l’arrivo ma la corsa

Il viaggio, il sapore e la memoria: non l’arrivo ma la corsa

Un’autostrada pressoché desolata, la luce che si fa fioca al benvenuto di un tramonto. Tale da sembrare di dare nuova speranza a volti e maschere calanti. Mentre le mani tengono strette il volante a velocità sostenuta, gli occhi immortalano il viaggio.

Nel mezzo della nostra vita: che cos’è il viaggio davvero?

E se credete che si tratti di un accrescimento solo personale, sono costretta a essere una voce fuori dal coro. Guardare attorno a sé la bellezza di qualcosa che non si conosce, rimanda inesorabilmente a pensieri e parole contraddistinte dalle usuali. Di fatto, un viaggio, non è solo spirituale quando si parla di fede. Se mi incamminassi per il tortuoso viaggio a Santiago, forse, non avrei le stesse percezioni. Esistono piccole sfumature che si immagazzinano nel nostro spirito e lo elevano ad ennesima potenza. Come se, una parentesi graffa, quadra e tonda, potessero racchiudere un monologo interiore derivato dall’ambiente circostante.


L’unione dello spirito: le bugie che il corpo ci racconta


La logica matematica del sentimento individuale

Come in una bellissima equazione da risolvere, l’anima, ci porta a soluzioni e ancor azioni di estrema complessità. Non esiste niente l mondo che possa fermare o placare il pensiero. Di per sé, infatti, esso è il movimento. L’ingranaggio che fa muovere milioni di profumi, ricordi o sensazioni momentanee, che ci rimandano all’esplosione di idee, credenziali e anche superfluità alle volte. È compito dello spirito essere il filtro del nostro essere. Come una caffettiera che elargisce sapientemente un caffè dal gusto deciso e forte. Lasciando di fatto, gli scarti in quel filtro che andrà buttato.

Lo spirito come filtro vitale

Ecco perchè l’importanza di ciò che siamo, è nettamente superiore a ciò che gli altri vedono di noi con gli occhi. Siamo i figli eterni erranti di un Dio superiore che ha voluto condividere con noi, la bellezza di essere in questo mondo. Sebbene ancora, la consapevolezza purtroppo, tardi per molti ad arrivare. Siamo la pretesa della perfezione, della debolezza. Essa che si crede possa essere la forza per gli altri. Ma Lui ( lo spirito) ci ricorda che vedere e sentire le debolezze altrui deve essere motivo di trasformarle nelle stesse forze dell’individuo che le ha mostrate, non nelle nostre per un profondo sentimento di superiorità. Ecce homo!

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