Stato d’emergenza: arriva la proroga con Decreto fino al 31 marzo
Stato d’emergenza: arriva la proroga con Decreto fino al 31 marzo

Stato d’emergenza: arriva la proroga con Decreto fino al 31 marzo

Ci aspettavamo tale mossa da parte delle forze governative. Lo stato d’emergenza viene prorogato fino al 31 marzo 2022. Con esso, molte delle cose già in atto per quelle precedente. Sebbene ad oggi, ci sia una novità rilevante che riguarda lo stoccaggio dei vaccini. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Cosa prevede il decreto sulla proporrà dello stato d’emergenza?

Anzitutto è necessario dire che il Supergreen pass, che fino ad ora era attivo al 15 gennaio in zona bianca, è esteso a tutto il periodo di marzo 2022. Ma questo, ce lo aspettavamo, dato che il Governo ha spinto severamente su vaccini e vaccinazioni da parte di tutta la popolazione. Le misure attuate in passato per zone gialle, arancioni o rosse, sono contemplate anche in tale documento. Resta quindi un copione già utilizzato anzitempo dal Ministro Speranza, in accordo col Presidente Draghi. Non vi è alcun riferimento all’obbligo di mascherine all’aperto, sebbene pochi giorni fa, fosse stato argomento di discussione da parte di molti sindaci italiani.


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Fondo stoccaggio vaccini: lo stanziamento per le strutture

Questa è la particolare novità che dovrebbe farci riflettere molto. Nel nuovo Decreto, infatti, è previsto lo stanziamento di 6 milioni per l’anno 2022, per creare strutture di stoccaggio e conservazione dei lotti vaccinali. E sapete perché viene logica una riflessione? Ne ho già parlato in un altro articolo, quando abbozzai l’idea, ancora intrinseca in me, di una possibile quarta dose. Quando appunto, si parlò di Omicron e, delle Big Pharma già a lavoro per contrastare tale variante. Avere un magazzino, per contenere un determinato flusso di siero anti Covid, a mio avviso, significa avere l’ennesimo richiamo vaccinale.

Questione economica, lavorativa e sociale in stato d’emergenza

Vi è quindi anche la proroga dell’ammortizzatore sociale CIG Covid, fino al 31 marzo del 2022. Si sfuma l’illusione dei dipendenti di poter far fronte alla crisi con una Cassa integrazione ordinaria. Resta il congedo parentale al 50% per far fronte all’esigenza di figli in quarantena a causa dello stesso virus. La possibilità di lavorare in Smart Working, viene data a coloro con gravi difficoltà cliniche, quindi ai dipendenti fragili. Come vedete, il copione è rimasto pressoché lo stesso, con l’unica differenza che l’attenzione, viene prestata molto sull’obbligo vaccinale e sulle stesse dosi. Un pronostico che sarebbe stato sicuramente facile sia da credere che da pensare.

Un commento

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