La necessità del fallimento? Una questione di “santi” ed esecutori
La necessità del fallimento? Una questione di “santi” ed esecutori

La necessità del fallimento? Una questione di “santi” ed esecutori

Abbiamo tutti bisogno di essere sorretti dagli altri? Abbiamo pensiero o credenza che l’aiuto esterno debba o possa essere necessario a finalizzare l’ottenimento delle mete da raggiungere? Ebbene no, ma la necessità del fallimento per molti, è fonte vitale di energie altrui.

Che cos’è la necessità del fallimento?

Di fatto si tratta di una bramosia al fine di ottenere un qualcosa, senza credere o pensare che per creare quella determinata situazione, esistono mezzi e misure da tenere severamente in considerazione. C’è però, chi crede che tutto nella vita gli sia dovuto e, ricerca il costante aiuto altrui, essendo però, in prima persona, scostante. Ed ecco che entra in gioco la necessità del fallimento, di non riuscire se qualcuno, non entra piazzando al posto giusto, le carte da scegliere in un mazzo, che appare falsato e menzognero. Si tratta di una vera e propria necessità, di una mancanza di presa di posizione reale nella vita.


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Scaricare la responsabilità sugli altri, non è libertà per se stessi

Ed ecco un ulteriore punto d’appoggio che, gioca in difesa e non in attacco. La necessità del fallimento deriva proprio dalla mancanza della responsabilità propria, per inneggiare e incolpare l’aiuto esterno che, ahimè, resta labile e talvolta allibito al cospetto dell’esecutore che, di sovente, punta il dito a caso cercando tra la folla. Che cosa cerca? Un ben-pensante disposto a tutto per far credere alla gente che di sé, rimarrà il ricordo di colui che, senza ricevere nulla in cambio, salvava vite. Una sorta di santificazione di se stessi alla mercé del prossimo esecutore e scagnozzo a cui leccare.. i piedi, che cosa avevate capito?😉

Santificare se stessi per essere carne da macello

Il meccanismo tra l’esecutore e l’aspirante santo, resta un gioco di ruolo che ha la definizione della ricerca del fallimento in entrambi i casi. Sia perché i presupposti spaziano tra l’indicibilmente morale e il catatonico fisico, sia perché non esiste in realtà una connessione logica che possa appurare le parti. L’aspirante santo, ridurrà se stesso ad essere una vittima di un sistema che lui stesso ha creato. Mentre l’esecutore, afflitto dalla necessità di non placare il proprio fallimento, sarà alla costante ricerca di quel dito da puntare verso un ulteriore santone.

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