Tra invidia e ammirazione: la ricerca di se stessi e il miglioramento
Tra invidia e ammirazione: la ricerca di se stessi e il miglioramento

Tra invidia e ammirazione: la ricerca di se stessi e il miglioramento

Ancora oggi, c’è chi crede che, tra invidia e ammirazione si possa scandagliare il presupposto del pre-giudizio che, di sovente, diviene giudizio delle vite altrui. Ma la costante ricerca dell’imperfezione negli altri, della cosiddetta virgola sbagliata, cela il più grande tranello della storia: l’inferiorità dell’essere.

Che cosa si cela tra invidia e ammirazione?

Il punto l’ho centrato nell’introduzione all’articolo. Il fulcro di ogni discorso o presupposto tale, risiede nell’ancoraggio dello stesso al giudizio di altrui persona. Ed ecco che, la maggior parte delle persone, crede che risiedere prepotente sul trono dell’ignoranza, guardando al difetto altrui e non al proprio, sia motivo di vanto e chiacchiere di paese. Esiste sempre l’escamotage più bello che Dio ci potesse regalare, ovvero la solitudine. Essa comporta il rapportarsi con se stessi, sebbene non vogliamo o necessitiamo mantenere un rapporto di lealtà coesa con noi stessi.


La necessità del fallimento? Una questione di “santi” ed esecutori


La solitudine come mezzo di apprendimento

Essa ci mostra, sebbene non vogliamo vedere, le difficoltà che mostriamo sia con gli altri, ma ancor prima con noi stessi. Il disfacimento di un involucro in quanto corpo, dettato dalla putrida anima che ivi risiede. E sebbene il giorno, con l’amplesso chiacchiericcio mutevole degli stolti come loro, le cose si manifestino in ondata di ignoranza, è la notta a fare da padrone all’invidia che, in tal caso non diviene ammirazione perché priva del miglioramento intrinseco di sé. Discorso inverso per chi, con fatica e sudore, decide di cambiare le visuali e appartenere alla fascia dell’ammirazione, passando il purgatorio dopo l’inferno dell’ammirazione stessa.

Siate la voce della vostra anima

E non mi sto riferendo ad essere qualcuno che non siete. No, siate coerenti con voi stessi. Perché se non accettate il miglioramento e tutte le fatiche che esso comporta, sarete solo il giudizio malsano e innato del vostro spirito. Che esso sia fatiscente o riconducibile tale, non importa. Nella vita, non esiste solo il bene considerato tale senza l’assenza della propria parte oscura. La continua lotta fra il bianco e il nero, talvolta ha sfumature di colore impercettibile per talune anime, la maggior parte a dire la verità, ma ciò non cambia gli eventi delle cose. Davanti a quello specchio, non sarete mai nulla di diverso da ciò che realmente mostrate ad esso.

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