La violenza della codardia: l’onnipotenza della “normalità”
La violenza della codardia: l’onnipotenza della “normalità”

La violenza della codardia: l’onnipotenza della “normalità”

Sovviene l’ennesimo fatto, stavolta accaduto in una casa di cura per disabili nel palermitano. Durante le indagini, si scoprono fatti raccapriccianti: le urla dei pazienti, le botte e la violenza della codardia atta alla superiorità di una “normalità” che non è tale, ma mostra la stessa sindrome intrinseca di sé.

La violenza della codardia come onnipotenza di se stessa?

Il concetto di base, è lo stesso che riconduce la scissione a ciò che pare normale, la sua stessa onnipotenza, e la pretesa di essere superiori alla disabilità del corpo o della mente. Accade nel palermitano, dove, grazie alle intercettazioni della Guardia di Finanza, ci sono stati diversi arresti. È solo l’ennesimo atto d’umanità che disprezza se stessa in quanto tale, che finisce col preambolo e con il preludio della pretesa di superiorità. Ed è di nuovo la creazione del creatore che ambisce al ritorno a se stessa, alla pretesa di credere d’avere più valore economico, sociale o collettivo, rispetto a quella di un disabile.

La disabilità mentale, fisica e morale della normalità

Sebbene ci si giostri con giochi di ruolo e parole, attorno a chi, non ha avuto la possibilità d’avere le nostre stesse facoltà, la disabilità, non riguarda chi davvero ce l’ha, ma chi la sfrutta a proprio vantaggio. Entra in atto allora la codardia, la vigliaccheria, la presunzione di essere onnipotente di fronte al debole. Mostrando le sue stesse debolezze e, tirando i dadi di un inferno, facendone la forza della normalità, e non la loro. Umiliati, picchiati, sporchi e malnutriti. Queste le condizioni dei 23 pazienti che risiedevano nella casa di cura. Costretti a subire ogni angheria possibile. Le raccapriccianti registrazioni delle loro urla sono state la chiave di svolta per attuare i fermi necessari.

L’origine nel male, risiede nel ben-pensante

Laddove la debolezza mostra i segni di se stessa, senza filtri, la forza dovrebbe darle il coraggio di essere tale. Ma nella realtà delle cose, i veri disabili, non sono coloro che mostrano un attitudine differente. Bensì quelli che, prendendo le debolezze altrui, le utilizzano al fine di dimostrare una forza e una violenza sul più debole. Non si mostrano, si nascondono perfino da se stessi e, rinnegano tutto. Perché è questo che sono: la rinnegandone di un Dio che proclama a gran voce la fine della violenza. Prendere la loro debolezza e, trasformarla nella loro stessa forza. Comprendere che la differenza, non è “anormalità”, bensì peculiarità. Ma siamo troppo reietti e fatiscenti per meritare anche solo un piccolo spazio angusto su questa terra.

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