Gli ideali spezzati: vivere al cospetto della libertà di pensiero
Gli ideali spezzati: vivere al cospetto della libertà di pensiero

Gli ideali spezzati: vivere al cospetto della libertà di pensiero

Ho sempre avuto non poche difficoltà ad incastrarmi nelle regole sociali dettate dagli stessi schemi imposti dalla società. Tutte le volte, gli ideali spezzati, hanno fatto da sfondo alle mie imposizioni e, a quelle che conflittualmente non volevo. Ma cerchiamo di capisci meglio.

Che cosa sono gli ideali spezzati?

Partiamo sempre dal presupposto iniziale che si crede, si pensa e si ritiene. Ciò è pensiero libero che si libra nell’aria e che diventa sostanza sostanziale del nostro essere. Ma capita, spesso per necessità di copione vitale, di imbattersi in schemi paradigmatici che assomigliano più a dogmi che a essenza vitale. Un esempio pratico lo è per me il mondo del lavoro. Mi è sempre risultato difficile stare al cospetto di una figura a che si definiva l’autorità di se stessa. Ma a mio avviso, l’unica forza vitale che sarebbe dovuta sopraggiungere a nominare se stessa, era la collaborazione. Per cui, per me la definizione di ruolo, perdeva la sua stessa credibilità.


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La pretesa di pensare e agire col pensiero altrui

E fin troppo spesso, ti chiedono di infilarti nei loro schemi mentali, che nemmeno a loro stessi risultano chiari e definiti, ma tu, che stai lì sperando di arrivare al 10 del mese sano e salvo, devi provarci. Con grande difficoltà e credendo di potere, forse un giorno, cambiare qualcosa, metti da parte tutto il tuo essere e la tua libertà di pensiero e ti rimbocchi le maniche. Ma fate bene attenzione: qualunque cosa accettiate, vi farà pretendere d’avere una parte di responsabilità. Ecco alla fine a cosa serve un ruolo definito, ad avere uno scarico di responsabilità su qualcun altro. Come se, l’accettazione di un pensiero altrui, divenga la sintomatologia del vostro.

Alla fine… l’abbandono

Alla fine della frenetica corsa dietro al pensiero altrui, talvolta illogico, ben-pensante e poco fisico, ci si arrende. Bandiera bianca ben in vista e si lascia che siano gli altri a portare avanti la loro carriera. Ma noi, che abbiamo sempre agito per un bene comune, facendo talvolta scelte che nemmeno si avvicinavano un pò al nostro essere, dobbiamo abbandonare la nave. Non mi sono mai sentita lo Schettino della situazione. E sapete perché? Perché molto spesso ci sono andata anche io a fondo assieme a tutta la ciurma. Ma ogni volta, un ideale, veniva accantonato per stare al passo con li altri. E così, pure il pensiero liberale andava a farsi fottere. Così alla fine, si decide di seguire le proprie libertà, seppur sbagliando, piuttosto che infilarsi in gineprai che, nemmeno ci appartengono.

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