Quantità vs qualità: il caro prezzo del mondo quantico
Quantità vs qualità: il caro prezzo del mondo quantico

Quantità vs qualità: il caro prezzo del mondo quantico

Ci dirigiamo inevitabilmente verso una lotta che si traduce in una sol maniera: quantità vs qualità. Tutto il mondo necessità di adeguarsi alla velocità di se stesso, tranne la Terra. Essa preserva da secoli immemori i propri cicli, rispettando tempi, elargendo i propri frutti.

Quantità vs qualità: una lotta naturale?

Come ho anticipato, noi non siamo ciclici, né seguiamo cicli ben precisi e definiti, tanto da poter essere chiamati naturali. Perché se così fosse, avremmo la decenza e la pazienza dell’attesa. Essa stessa frutto e sintomatologia di intelligenza e non di schematicità. Già, perché laddove un circolo, gira attorno a se stesso, seguendo un susseguirsi di necessità e scopi attorno all’obiettivo sperato, l’essere umano calcifica se stesso in una lotta continua al maggior numero. Ecco che, il luogo ameno in cui dovremo esistere, si trasforma in un mondo quantico, elaborando la fisica di se stesso, ma non la logica.


La necessità del fallimento? Una questione di “santi” ed esecutori


Il consumismo quantistico che fa fede a se stesso

Non ci affidiamo più alla qualità delle cose, ma alla continua ricerca della quantità, che si traduce di fatto come un consumismo quantico, di cui non siamo mai sazi. Si velocizzano processi, si scardina al massimo il concetto di naturale in sé, pretendendo che le regole della Terra, seguano i nostri ideali, i nostri principi psico-fisici e parzialmente mentali. Ma di fatto, ciò non può avvenire. E a fronte di necessità sempre maggiori, si disfa ciò che ormai, è già disfatto: il mondo circostante. Perché sebbene esso prosegua i tempi propri di naturalezza, noi mandiamo sempre più avanti un processo che è vittima di se stesso.

La Terra fa un passo indietro

L’abbiamo deturpata, le stiamo togliendo l’ossigeno per avanzare e stare avanti a Lei. Ma la stessa, necessiterà sempre di prendersi i propri tempi al cospetto di tale consumismo che scardina la qualità per la quantità. È un’auto-regolazione automatica quella che decide di creare. Ciò che noi pretendiamo avanzi di pari passo con le nostre pretese, ma che diviene l’illusione illusoria di se stessa. Non abbiamo tempo di stare dietro alle stagioni, né di assaporarne la bellezza vero? Ma ci ricordiamo bene l’anno e il mese di quella famosa alluvione. Perché il nostro interesse, deriva solo da un fatto catastrofico che, ben-pensanti, crediamo sia una punizione divina. La colpa sarà sempre e solo nostra per aver voluto fortemente costruire un mondo quantico.

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