Donarsi agli altri: l’importanza della dinamicità mentale
Donarsi agli altri: l’importanza della dinamicità mentale

Donarsi agli altri: l’importanza della dinamicità mentale

Rimprovero molto spesso questo atteggiamento che sembra più doversi redimere che aiutare. Perché donarsi agli altri, non deve essere una questione di ritorno a noi stessi, ma di accrescimento per coloro che necessitano del nostro aiuto.

Donarsi agli altri, è un atteggiamento giusto a prescindere?

No, non lo è. Quando si decide di aiutare qualcuno, il movimento deve essere il motore che spinge i cilindri a cantare al massimo della loro potenza. Questa lieve metafora, ci ancora ancor di più al concetto preciso di ciò che è il pensiero definitivo. Decidere di donarsi agli altri, implica per noi uno sforzo immane che, nessuno, ci darà mai più indietro: il nostro tempo. Si tratta di un investimento a fondo perduto che decidiamo caldamente di fare per comprendere e innalzare lo spirito altrui. Ma ci sono differenti fattori da tenere in considerazione. E tutti quanti, hanno a che fare con la dinamicità dell’anima e il libero arbitrio.


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La dinamicità dell’anima in relazione al libero arbitrio

Nel momento stesso in cui si accetta un aiuto, una parola di conforto o un sostegno morale, si fa un passo avanti verso il prossimo. È da questo, il percorso risulta estremamente in salita. Perché esso comporta uno sforzo immane di cambiamento, che si traduce al movimento che l’anima, divenuta conflittuale, deve fare per vincere il dolore intrinseco in essa. Non sempre, anzi, quasi mai un tentativo è efficace al primo colpo. Spesso si tratta di piccoli passi che, ognuno fa coi suoi tempi. Altre volte invece, si chiede un aiuto, ma non si vuole fare quel maledetto passo che conduce agli altri e alla salvezza dell’individuo stesso. Ed ecco che subentra il libero arbitrio e, la nostra via di fuga.

Se nell’animo non c’è movimento, non esiste intervento

Quando ci rendiamo conto che né le nostre parole, né i nostri sforzi, sono efficaci a cercare un piccolo cambiamento nel lamento di colui che ci ha cercato, abbiamo diritto a fermarci e dare il nostro aiuto altrove. Laddove un’anima ha davvero la volontà di procedere nella giusta direzione. Perché tale atteggiamento, non deve essere per noi sintomo di dover ricevere qualcosa in cambio. Al contrario, ci aspettiamo solo che la persona in questione, si affidi e si fidi di noi, procedendo in avanti, mai stando staticamente fermo. E lì, dove l lamento non cambia e la nenia resta la stessa, non possiamo fare altro che voltare le spalle a ciò a cui abbiamo dedicato quel famoso tempo, che nessuno potrà ridarci indietro.

Un commento

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